La Luce del bambino Sinner

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Una immagine di archivo di Jannik Sinner rilasciata dalla famiglia. Continua il momento magico del 18enne azzurro Jannick Sinner che ha conquistato la semifinale dell'European Open', torneo Atp 250 di Anversa. Il giovane tennista altotesino ha battuto lo statunitense Frances Tiafoe in tre set, 6-4, 3-6, 6-3. Con questo risultato Sinner si aggiudica un posto nella top 100. ANSA/ARCHIVIO FAMIGLIA SINNER +++EDITORIAL USE ONLY - NO SALES+++

Oggi, dopo il trionfo di Sofia, tutti “impazziscono” dietro il fenomeno Sinner. “Vale già due milioni di euro con i suoi sponsor”, “Chissà dove arriverà?” “E’ il nuovo…” e giù con tutti i nomi possibili e immaginabili di campioni del presente e del passato. Il suo successo lo sentiamo un po’ nostro in quanto costruito all’Academy di Bordighera diretta da Riccardo Piatti.

Noi, attenti sempre allo sport di base, preferiamo pubblicare l’immagine di Yannik Sinner bambino raccolta quest’oggi dall’Ansa. La spontaneità, la voglia esclusiva di colpire la pallina, ma soprattutto di divertirsi che traspare dai volanti capelli rossi. Ecco, in quest’immagine c’è il sogno: la voglia di fare tanta strada e diventare Campioni. Obiettivo che l’ambizioso tennista di San Candido ha sempre evidenziato in tante interviste. Ma c’è di più: c’è la Luce, c’è un amore profondo nei confronti dello Sport, maestro di vita e compagno più presente nei suoi primi 19 anni di vita.

Ecco una parte del suo pensiero esternato nel dicembre 2019 al portale UbiTennis: “Me ne rendo conto. Ma chi non vuole diventare numero uno del mondo? Poi ognuno ha il suo carattere: io ero rompiballe già a quattro anni, mi dicono: quando volevo una cosa andavo a prendermela e stop. Ero così anche nello sci. Ma fuori dall’agonismo scherzo e gioco tanto. Fuori dal campo sono ancora adesso un bambino, mi diverto un sacco e in fondo penso sia anche giusto a questa età non prendersi troppo sul serio. Anzi, spero di restare un ‘bambino’ il più a lungo possibile”.

Già. Resta bambino più che puoi, caro Yannik. Resta il faro di milioni di giovanissimi praticanti che punteranno a diventare “numero uno del mondo” dopo essersi divertiti provando tante discipline sportive.