Scuola ed Educazione Fisica: grande disagio, poca chiarezza ma i progetti vanno avanti

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Dopo l’uscita del nuovo DPCM riguardante le misure per cercare di contenere la diffusione del Covid-19 aumenta il disagio per il mondo della Scuola. I nuovi provvedimenti ministeriali non vanno nella direzione auspicata da Pierpaolo Varaldo, coordinatore regionale per l’educazione fisica dell’Ufficio Scolastico Regionale.

“In effetti ancora una volta non si è per nulla chiari su cosa si può e cosa non si può fare in palestra durante le ore curriculari ed extracurriculari – afferma Varaldo – La didattica a distanza per l’educazione fisica ed attività motoria è fortemente penalizzante e consente esclusivamente un insegnamento di concetti teorici che penalizzano fortemente la materia, che deve essere in primis pratica”.

Le palestre scolastiche sono off limits per molti Dirigenti scolastici soprattutto per le pesanti responsabilità che graverebbero in caso di eventuale positività al virus riscontrata in una attività eseguita. “I docenti sono assolutamente spaesati e stanno cercando soluzioni alternative per non far mancare agli alunni/e il movimento, anche se solo individuale e con le limitazioni per quello in squadra – continua Varaldo – Le scuole e le palestre sono sicure, i docenti sanificano gli attrezzi nel caso il personale scolastico fosse carente, impongono ai ragazzi/e di rispettare i protocolli sanitari in toto ed allora non si capisce come mai non vengano supportati lasciandoli semplicemente fare il proprio lavoro con le conseguenze che i più penalizzati sono proprio i nostri ragazzi/e che non hanno altra possibilità di utilizzare palestre e fare attività protetti e in sicurezza”.

Varaldo rifinisce ancor meglio il  concetto. “Purtroppo stiamo andando verso generazioni già di loro sedentarie e poco avvezze al movimento e penalizzare l’attività a scuola significherebbe dare una ulteriore spinta a questa tendenza – incalza Varaldo – Sappiamo tutti l’importanza dell’attività fisica, soprattutto in età scolare per dare un imprinting importante per proseguire sia a livello agonistico che amatoriale una sana attività, ma contemporaneamente non riusciamo a mettere docenti esperti in scienze motorie nella scuola primaria e continuiamo a pensare che due ore di movimento durante la materia educazione fisica possano bastare”. 

Attività fisica significa uno stile di vita più sano: meno problemi fisici, meno possibilità di contrarre malattie, meno ricorso alle cure ma si ignora o si penalizza notevolmente questa pratica proprio nella scuola. Lo sport agonistico e professionistico si e invece l’attività di base no? “Sulla scuola non ci sono ancora direttive certe per far lavorare in sicurezza, ma solo rimandi continui a decisioni riguardo allo sport amatoriale e dilettantistico che, pur soffrendo, non è uguale all’attività che si deve fare a scuola – dice ancora Varaldo – Lo sport è un mezzo attraverso il quale insegnare l’educazione motoria ai ragazzi/e, non è l’obiettivo della scuola: la scuola deve insegnare come comportarsi, come vivere e amare l’attività motoria, saranno poi le società sportive che si troveranno persone più valide a livello motorio e porteranno al massimo livello le capacità e le abilità motorie trasformandole in competenze legate allo sport scelto”.

I docenti di educazione fisica non mollano, confortati dal lavoro che stanno facendo molto bene i dirigenti dell’ufficio dell’USR che cercano ogni giorno di aiutare e stimolare la pratica in combinazione con la parte teorica e non in contrapposizione. “Le palestre devono essere usate, non demonizzate, perché sono un luogo sicuramente più sicuro rispetto agli assembramenti che si formano nei centri commerciali o nelle vie in cui i giovani si ritrovano – aggiunge Varaldo – In questo momento si stanno preparando le note riguardanti i progetti studenti/atleti e si spera di effettuare seppur in modo ridotto alcune specialità dei Campionati Studenteschi, non come puro divertimento, ma come percorso finale dell’attività svolta durante l’anno scolastico”.

Verranno organizzati a breve corsi di aggiornamento on line per i docenti di Educazione Fisica e Referenti Motoria, affinché possano essere un valido supporto per provare a fare attività diverse dal solito. Sul sito dell’USR della Liguria è presente un contenitore dove tutte le scuole ed i docenti possono condividere le loro esperienze fatte in periodo di Covid-19 e come stanno ripartendo, i protocolli che seguono, ma anche le criticità rilevate. “La condivisione tra i docenti e la voglia di mettersi in gioco e non mollare sono gli obiettivi principali dell’Ufficio Educazione Fisica” conclude Varaldo.