Lo Sport fa bene allo stress: chi lo pratica vive sereno e ricorda meglio

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Lo sport fa bene: una verità certificata, oltre che dall’esperienza di tutti i giorni, da decadi di ricerche sui suoi effetti per il benessere. Il buon vecchio “Mens Sana in Corpore Sano” illustra come già i Romani ritenessero che anche coloro che non erano costretti a dipendere dal lavoro fisico per alimentarsi, dovessero ugualmente mantenersi in esercizio, al fine ampliare insieme le facoltà di corpo e intelletto.
Una lezione ancor più valida nel terzo millennio, che offre molte più possibilità per un regime di vita più agiato, e con esso anche i relativi rischi, spesso sottovalutati. Non praticare attività intorpidisce lo spirito quanto le membra. Se è quindi noto che lo sport fa bene, anche e soprattutto alla psiche, da un lato non sempre è possibile rilevarne esattamente gli effetti salutari, dall’altro emergono in continuazione nuovi aspetti in cui giova a chi vi si dedica. I risultati di due studi recenti hanno dimostrato come aiuti a sviluppare l’abilità di fronteggiare di difficoltà e imprevisti e ad affinare la capacità mnemonica.

Figura 1 Crediti Immagine: Tillage et al., JNeurosci 2020, il differente livello d’attività della Galatina in un cervello abituato all’esercizio e in uno sedentario

Il primo è stato coordinato da Rachel P.Tillage, dell’Università Emory di Atlanta, e pubblicato sul Journal of Neurosciences, e si focalizza su una proteina, la galanina. È stata isolata per la prima volta nel 1983 dal Karolinska Institute di Svezia e, al contrario di altri “neuropeptidi rock-star” come l’adrenalina e la dopamina è ancora poca conosciuta. Se non ce ne è abbastanza in circolo, si tende ad essere ansiosi e depressi; l’attività fisica aiuta ad accumularla, e di conseguenza ad allontanare la negatività dalla routine quotidiana. La ricerca della Tillage ha però evidenziato ulteriori effetti benefici prima d’ora inesplorati: gli individui abituati a fare sport sarebbero particolarmente idonei a reagire alle avversità.

Alcune cavie, topi maschi e femmine, sono stati alloggiati in gabbie per una ventina di giorni. Mentre a un gruppo era preclusa ogni possibilità di fare del moto, ad altri è stato invece permesso di sfogarsi sulla canonica ruota da criceto. I secondi hanno quindi potuto accumulare molta più galanina. Sono stati quindi lasciati liberi in un ambiente controllato in semioscurità; quelli che avevano avuto la possibilità di “fare dello sport” si sono mossi subito con decisione in esplorazione nel nuovo territorio, gli altri invece stavano fermi e provavano a mimetizzarsi il più possibile nel buio. È ancora da dimostrare il reale impatto che essa ha sugli esser umani, ma la convinzione è che effettivamente giovi a fronteggiare gli adattamenti di fronte a tutte quelle mini-crisi a cui si è sottoposti nella vita moderna che portano a tormentarsi per lo stress.

Lo Sport si conferma luce che penetra l’oscurità, ma può essere anche lo strumento per rischiarare quell’angolino di memoria, quel dettaglio, quella foto ingiallita che altrimenti non si riuscirebbe a mettere a fuoco. Un’altra ricerca, dell’Università di Ginevra, apparsa sullo Scientific Reports, portata avanti non su mustelidi ma direttamente su esseri umani, ha comprovato che uno sforzo fisico intenso giova alla capacità di ricordare dettagli, soprattutto ai giovani, a causa di un rafforzamento della plasticità delle sinapsi, ovvero i punti di congiunzione tra le cellule nervose.

Per effettuare i test sono stati adoperati come volontari giovani e in forma, sebbene non atleti di professione, proprio perché tale effetto benefico sarebbe acquisibile solo attraverso un impegno che metta alla prova l’organismo. Una risonanza magnetica e una misurazione dei parametri hanno evidenziato come durante lo sforzo venga stimolata soprattutto l’area dell’ippocampo predisposta anche alla cura della memoria. Ricordandosi, letteralmente, però, come sempre, di non esagerare con lo sforzo, e senza scordare i normali benefici già riconosciuti da tempo: più attività fisica, anche senza abbinamento di un complementare regime dietetico, fa calare la pancia e redistribuisce il peso corporeo, è più facile controllare la pressione arteriosa, stimola la produzione di endorfine, le cosiddette molecole del benessere, che assicurano serenità e favoriscono il sonno.

Ogni attività reca tutti questi vantaggi, poi ci sono discipline particolarmente indicate per obiettivi specifici: le passeggiate e le uscite, in bici e persino in canoa, producono serotonina, a volte soprannominato “l’ormone della felicità” perché aumenta l’autostima, e vitamina D; gli sport cardio come il running  o il ciclismo intenso hanno un effetto molto simile, come testimoniato da una ricerca della Duke University per cui una corsa di 40 minuti è sufficiente per attivare la serotonina; gli sport acquatici rilassano il corpo, quelli meditativi come lo Yoga e le arti marziali in genere la mente.

Infine anche in tempi di Corona Virus non si può passare sottotraccia la dimensione della convivialità: e se ancora non ce la si sente di riprendere col calcetto settimanale, niente impedisce di affrontare gli amici faccia a faccia ma a debita distanza col tennis.

In fondo si tratta di un unico grande incitamento, che da Roma Antica arriva alla scienza odierna: lo sport fa bene!