Davide Re all’IC Albaro: “Studiare e gareggiare ad alti livelli si può”

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Davide Re è il testimonial del settimo incontro del progetto “Una Classe di Valori” di Stelle nello Sport. Insieme a Marco Callai, il primatista italiano sui 400 metri piani (splendido 44”77 in Svizzera la scorsa estate) risponde alle numerose domande degli studenti della Scuola Media Barrili dell’IC Albaro, preparati dalla prof. Rita Fondacaro.

Il campione delle Fiamme Gialle, abile oratore, spazia dagli inizi “ragazzi, non abbattetevi quando arrivano i primi risultati negativi perché fan parte del percorso di crescita” ai momenti top della carriera: il record, ripercorrendo la gara (e il testa a testa con il rivale colombiano) dalla linea di partenza al traguardo. “A fine gara, non ero soddisfattissimo perché ero arrivato secondo: quando ho guardato il tabellone, invece, ho capito di aver realizzato una grandissima impresa”. Re torna anche sulla sua altra grande passione: lo sci. “A un certo punto della mia carriera, ho dovuto scegliere e, agonisticamente, ho preferito l’atletica leggera. Resto comunque legato all’ambiente degli sport invernali: ho tanti amici che continuo a sentire”. 

Il nono posto ai Mondiali Cadetti 2010 il primo lampo di una carriera in crescendo anche se “nel 2016, a fine anno, ero parecchio deluso. E’ stato importante ripartire con la giusta consapevolezza nei miei mezzi”. Il rapporto con l’allenatrice. “Ci confrontiamo spesso: lei prepara le tabelle di lavoro e i programmi di allenamento, io le fornisco i feedback. Prima di ogni gara mi preoccupo di dimostrare quanto valgo, voglio raggiungere risultato che rispecchi la condizione fisica. Prevale sempre un atteggiamento positivo”. Per Re, inoltre, “si, sono d’accordo con chi dice che il duro allenamento batte il talento”

Davide Re studia per diventare medico, è la dimostrazione vivente che si può gareggiare e studiare ad altissimi livelli. A chi gli chiede di parlare della sua Imperia risponde così: “Gli imperiesi mi dimostrano sempre il loro grandissimo affetto: a Montecarlo, ho potuto contare su un sostegno davvero forte perché si son presentati in tantissimi”. Davide e la famiglia. “Mi manca, è lontana 800 km. Sono sacrifici che, per un grande obiettivo come quello olimpico, è giusto fare. Dove voglio arrivare? Sicuramente punto alla finale e poi… Chissà”.