Montallegro: alcuni consigli per vivere la “quarantena”

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La psicologa Irene Muller offre una serie di indicazioni per non stressarsi restando a casa. Ulteriori approfondimenti nel Magazine di Montallegro.

Sto vivendo come tutti la quarantena e, senza trascurare l’ansia che tutti proviamo, comprensibile per il periodo, vorrei offrire dei consigli per rendere più gradevole la permanenza in casa.

Irene Muller
Psicologa con studio in Montallegro

1) Per prima cosa, fondamentale per l’equilibrio è mantenere un ritmo di vita regolare nel quotidiano, nel risveglio, nella cura della persona; rispettare un orario per i pasti e per il momento di andare a dormire. Per alcuni è più facile, perché hanno ritmi precisi, scanditi dallo smart working o dalle lezioni online a scuola o in università: anche per gli altri che non hanno attività definite suggerisco di stabilire una routine per le cose che possono fare in casa.

2) A proposito dei pasti, cercare di mangiare leggero tenendo conto che non si può uscire di casa e si fa poca attività. Al di fuori dei pasti interrogarsi se si ha veramente fame o se si tratta di noia o di ansia. Il rischio è di usare il cibo in maniera consolatoria e, se da un lato ci può stare, si pensi un po’ anche al dopo.

3) Trovare il modo di fare un po’ di attività fisica in casa, sfruttando i tutorial di ginnastica per tutti i gusti, oppure anche ballando che fa molto bene all’umore.

4) Se si vive con altre persone, suddividere gli spazi personali operativi in casa: se si è fortunati stanze diverse, se si ha un’abitazione piccola, almeno postazioni diverse per esempio per lo smart working e per i compiti, condividendo gli spazi comuni in determinati orari.

5) Instaurare dei turni nella preparazione dei pasti e dei compiti domestici: non dovrebbe essere sempre la stessa persona a fare tutto. Anche i bambini possono essere responsabilizzati a seconda dell’età. Se già abbastanza grandi, potrebbero improvvisare un pranzo o una cena per i genitori: è un’ottima occasione per imparare.

6) Collegarsi con gli amici via Skype è un modo per stare vicini, meglio che con le chat scritte che annullano la comunicazione emotiva: questo vale per tutte le età. I ragazzi utilizzano anche altri modi di comunicazione per videochiamate soprattutto al cellulare: forse è meglio se si ha il pc o un tablet perché lo schermo più grande dà un effetto di realtà di relazione maggiormente efficace.

7) Se si è in famiglia, vivere la quarantena come un’opportunità di trascorrere più tempo con i propri familiari. Per quanto riguarda i figli è un’occasione unica dedicare loro del tempo di qualità al di fuori dei tanti impegni quotidiani e di far sperimentare un po’ di noia, sana per l’equilibrio psichico. Ai miei tempi giocavamo tantissimo con i giochi di società: perché non tirarli fuori? Se si hanno figli di diverse età, si possono responsabilizzare i più grandi con una piccola ricompensa per aiutarci nella gestione dei più piccoli.

8) Punto importantissimo: dosate l’uso dei cellulari, computer e videogiochi. Per quanto possa essere una bella tentazione e un riempitivo di tempo, il rischio è di aumentare la dipendenza da Internet e poi di non poterne più fare a meno quando sarà finito il periodo di lockdown. Vale per tutte le età.

9) Le relazioni di coppia possono essere messe a dura prova, ma se sono salde resistono, anzi. È anche per la coppia un’occasione per stare insieme più a lungo. Ci si può riavvicinare emotivamente, anche per l’effetto rifugio positivo che può avere la casa, di riparo nei confronti di un nemico esterno, in questo caso una malattia. D’altra parte ci si può invece rendere conto di una relazione ormai finita che prima si cercava di nascondere attraverso mille attività esterne o facendo semplicemente finta di niente: può essere un momento di consapevolezza.

10) Il tempo vuoto può essere produttivo di nuove idee e di progetti che potrete realizzare quando potremo uscire nuovamente. È anche il momento ideale per disegnare, suonare, cucinare, scrivere, imparare l’inglese. Un tempo da riempire con tutte quelle attività che avremmo sempre voluto fare, ma che non abbiamo mai potuto fare con calma.

Ultimo punto, ma cruciale: non dimentichiamoci che se stiamo in casa è perché al momento non stiamo così male. Ricordiamoci che la vita da sani è fantastica. Quando usciremo da questo periodo “divoreremo” la vita come non mai: e queste settimane saranno solo un granello di sale del tempo che avremo ancora davanti.