Diego Negri: “Emozioni indimenticabili con la Vela e con Stelle nello Sport”

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Diego Negri nasce a Sestri Levante e si forma nella scuola di Vela del Club del Mare di Diano Marina, di cui è attualmente direttore sportivo. 

È primo da quasi 12 mesi nella ranking list mondiale di https://www.starsailors.com/ , cosa che gli permetterà di partecipare alle Finali della Star Sailors League di Nassau a Dicembre, dove lo scorso anno ha raggiunto il terzo posto.

Diego conta diverse partecipazioni Olimpiche (a Sidney, Atene e Pechino), ed è stato membro della squadra Olimpica di Vela per vent’anni, dal 1992 al 2012.

Tra le sue vittorie più recenti annovera il bronzo al campionato del mondo della classe Dragone che si è svolto presso Perth a inizio Gennaio: una continua conferma ai massimi livelli per la stagione di quest’anno.

Conosci già il progetto di Stelle nello Sport. Come valuti l’attività di questo progetto?  
Ritengo che il progetto Stelle nello Sport svolga un ruolo molto importante per promuovere la cultura sportiva nel nostro territorio, dando visibilità anche agli sport tradizionalmente meno popolari attraverso la gratificazione degli atleti che hanno brillato nelle diverse discipline, senza dimenticare la solidarietà e le importanti iniziative di beneficenza promosse in questi anni.

Come hai vissuto, nell’anno della tua premiazione, la grande attenzione attorno a te derivata dai tanti voti espressi dai tuoi sostenitori?
La mia vittoria nel 2004 è stata una bellissima sorpresa, era l’anno delle Olimpiadi di Atene e la notorietà portata dalle mie partecipazioni olimpiche mi ha sicuramente riempito di orgoglio.

Qual ricordo hai della tua premiazione? 
È stata una serata molto emozionante nella splendida cornice del Teatro Carlo Felice gremito di tantissimi campioni e appassionati di ogni età e disciplina, di quella serata non posso non dimenticare la simpatia di Loris Capirossi che sedeva vicino a me e l’orgoglio di ricevere il premio dalle mani dell’amico Michele Corti su un palco così prestigioso.

Quale invito/augurio fai a Stelle nello Sport per i suoi prossimi 20 anni di attività?
“Non posso che augurare di continuare nell’importante ruolo di promozione dello sport e dei suoi valori che spesso si traduce nel regalare agli atleti emozioni indimenticabili, che vanno ben oltre alla semplice pratica sportiva.

Come è proseguita la tua vita sportiva dopo la premiazione? 
“Ho proseguito con ancora maggiore impegno nella mia disciplina, consapevole dell’importante ruolo che rivestivo nel trasmettere ai giovani i principi che lo sport mi ha insegnato. Ancora oggi, a distanza di molti anni, sono attivamente impegnato sia nel ruolo di atleta sia di allenatore e dirigente.

Come descriveresti le tue esperienze olimpiche?
Le Olimpiadi sono eventi travolgenti: si lavora intensamente per quattro anni per raggiungere la selezione e qualificare la nazione e, una volta ottenuto il pass olimpico, si accede a un mondo che rappresenta il sogno ed il traguardo di tutti gli sportivi. Per raggiungere i risultati sperati è importante non farsi travolgere dalle emozioni generate da tutto il contesto, allo stesso tempo non si può non assimilare il grande entusiasmo e la determinazione presente negli occhi di ogni atleta di tutto il mondo e in rappresentanza di tutte le discipline che abita il villaggio olimpico”. 

Qual è il tuo primo ricordo legato alla vela?
“Ero molto piccolo, 3-4 anni, e mio papà aveva costruito una barchina a vela molto elementare che aveva un remo per timone e un triangolo di tessuto infilato su un tubo che era fissato allo scafo con una ventosa per sturare i lavandini. Non ricordo se fossi stato in grado di navigare, ma abbiamo ancora in garage quel barchino e ci hanno giocato anche le mie figlie”.

 

Cosa significa per te questo sport? 
“Posso dire che lo sport della vela rappresenta ancora oggi una parte moto importante della mia vita. In gioventù mi ha permesso di formarmi nel carattere e nel fisico e, come accade in tutti gli sport, ho dovuto imparare presto che i risultati sono frutto esclusivamente del sacrificio e della disciplina. Mi ha dato la possibilità di vivere emozioni molto forti ed assaporare sia il dolce della vittoria che l’amaro della sconfitta. Grazie alla vela ho viaggiato molto ed ho avuto la fortuna di navigare in tutti i mari del mondo incontrando persone speciali”. 

Quali sensazioni uniche provi in mare?
“Bisogna sicuramente distinguere i momenti di relax, quando ho la possibilità di fare due bordi con gli amici o con i miei famigliari dagli allenamenti e dalle regate. Il mio andare per mare è una ricerca continua, cerco sempre di prevedere come potrà essere la prossima raffica di vento o cerco di ottimizzare la regolazione della barca sulla quale mi trovo sia ch

 

e si tratti di una piccola deriva o che sia un maxi yacht. Quando tutto è regolato bene e la barca plana provo gioia e serenità”.

Cosa consiglieresti a quelli che iniziano ora ad approcciarsi alla vela?

“Consiglio sicuramente di avere pazienza, la carriera del velista è molto lunga e i successi derivano, oltre che dal talento, anche dall’esperienza. Bisogna imparare a essere veloci con la propria imbarcazione in tutte le condizioni di vento e di mare e spesso si perdono le regate proprio quando il vento è poco e la concentrazione deve essere al top. È importante dedicare la massima cura alla preparazione della barca perchè uneventuale avaria in qualunque contesto può rappresentare un problema. Non bisogna sottovalutare gli sforzi fisici, in quanto ci si misura spesso con movimenti e forze non semplici da gestire e una preparazione non adeguata può portare conseguenze gravi alla schiena e alle articolazioni. Più semplicemente, a tutti consiglio di fare buon uso della crema solare, specie in estate

Come si svolge il tuo allenamento? 
“Faccio sedute di preparazione fisica a secco quasi quotidianamente, alternando le sessioni in palestra, spesso a circuit training, a sedute aerobiche di corsa o vogatore (concept two). Concentro la preparazione in acqua in sedute di 3-5 giorni con cadenza mensile dove spesso siamo affiancati anche da altri equipaggi e possiamo lavorare sulla tecnica e sullo sviluppo dei materiali, oltre a simulare vere e proprie regate di allenamento. Anche i giorni che precedono gli eventi principali sono fondamentali per la preparazione della barca e per la rifinitura degli equipaggi.

C’è qualche momento che vuoi condividere tra quelli che hai vissuto praticando questo sport?
Tanti anni fa, mentre ero fermo a pochi minuti dalla partenza di una prova del campionato del mondo di Laser che si svolgeva in Sudafrica, ha fatto capolino nell’acqua davanti a me la testa di una grossa foca che mi guardava incuriosita. La foca ha uno sguardo molto dolce ma è pur sempre grande quasi come la barca su cui mi trovavo… Più di una volta mi è inoltre capitato di navigare in mezzo a branchi di delfini che giocavano con le onde della barca o mi accompagnavano per qualche centinaia di metri, momenti unici che mi hanno insegnato una volta di più le bellezze della natura”.

Quest’anno hai ottenuto il terzo posto su Fever al Mondiale della classe Dragone che si è svolto a inizio Gennaio in acque australiane: quali sono gli obiettivi che ti sei prefissato di raggiungere durante il 2019?
Il 2019 è ricco di appuntamenti molto importanti per la classe Star che oltre tutto si svolgeranno proprio in Italia. Nel mese di maggio sarò infatti impegnato con il Campionato Europeo di Riva del Garda ed a giugno ci sarà il Campionato del Mondo a Porto Cervo, questi sono sicuramente i miei obiettivi per la stagione. Grazie alla posizione che occupo nella ranking list mondiale (sono primo da quasi 12 mesi), avrò inoltre la possibilità di prendere parte alle Finali della Star Sailors League di Nassau a dicembre e sarebbe davvero bello potermi riconfermare sul podio o addirittura cambiare il colore della medaglia. Parteciperò anche a regate in equipaggio su barche più grandi e mi impegnerò in un paio di progetti nel ruolo di allenatore ma nessun risultato riesce per ora ad eguagliare la soddisfazione dei successi che raggiungo con la Star. So che purtroppo anche questa carriera prima o poi avrà un termine e cerco di godermi al massimo ogni singolo bordo, questo è probabilmente il segreto degli ultimi successi”. 

Viviamo in un mondo sempre più connesso. Com’è il tuo rapporto con i social?
Purtroppo devo dire che non sono molto social e questo è forse dovuto al mio carattere ed all’età anagrafica, cerco di condividere quanto più possibile con i followers le mie esperienze sportive attraverso la mia pagina facebook, ma mi limito a quello”.

(ha collaborato Caterina Michelini)