GenovanelCuore: sabato e domenica ad Arenzano la Festa di Gesù Bambino di Praga

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Anche l’edizione numero 110 della Festa di Gesù Bambino di Praga sarà dedicata alle vittime della tragedia del ponte Morandi e agli sfollati.  43 rintocchi di campana nel silenzio e nella preghiera: così ad Arenzano verranno ricordate le 43 vittime. 

Il via nella mattinata di domani, sabato 1 settembre, con la posa della statuetta alla venerazione dei fedeli per il tradizionale “bacio”. Nel pomeriggio sul piazzale del Santuario, la benedizione dei bambini impartita da mons. Guglielmo Borghetti, Vescovo di Albenga Imperia, durante la quale non mancherà il ricordo per Samuele e Kristal, 8 e 9 anni, i più piccoli tra le vittime del 14 agosto. Alle 18.00, la processione della statua di Gesù Bambino di Praga, aperta dai tradizionali “Crocifissi”, scendendo nelle vie del paese, raggiungerà il porto di Arenzano, dove la statuina di Gesù Bambino verrà imbarcata dai pescatori. 
Per l’occasione hanno garantito la loro presenza la Direzione marittima della Liguria della Guardia Costiera, gli equipaggi e le motovedette dei Carabinieri.
La suggestiva processione di barche in mare sosterà davanti al molo cittadino per la tradizionale preghiera del pescatore e la benedizione delle barche e alla città.
Alle 22.30 la veglia di preghiera fino alle 4.00 del mattino successivo.

Domenica la festa continuerà per tutta la giornata.  Il concerto serale sarà uno dei momenti più emozionanti. Alle ore 21l’Associazione dei Campanari Liguri insieme alla Federazione dei Campanari Bergamaschi dedicheranno alle vittime del crollo del Ponte Morandi un concerto di campane e campanini, suonati da bambini e ragazzi.

IL BAMBINO GESÙ DI PRAGA

A Praga, nella chiesa di “Vergine Maria delle Vittorie”, si trova il Bambino Gesù divenuto famoso in tutto il mondo. Esso viene venerato in tutti i continenti, dal Madagascar alla cappella dell’aeroporto di New York, da un paesino della Baviera a un monastero nella giungla del Vietnam, e in numerosi santuari dedicati al Bambino Gesù. Ancora oggi non mancano grazie straordinarie e miracoli attribuiti al Bambinello e sono molti coloro che hanno imparato a pregare e ringraziare dopo aver superato un problema.

L’ORIGINE IN SPAGNA

La storia del Bambinello di Praga ebbe inizio alla fine dell’undicesimo secolo  in Spagna. Un giorno, frate Giuseppe, conosciuto per il suo amore profondo verso il mistero dell’infanzia di Gesù, stava facendo pulizie quando gli si avvicinò un bambino che gli disse: “Stai spazzando bene, Fra Giuseppe! Sai anche pregare l’Ave Maria?”. “Sì”, fu la risposta. E il carmelitano cominciò a recitare l’Angelus, ma giunto al verso: “…e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù”, fu interrotto dal bambino che gli disse: “Sono io, sono Gesù!”; poi sparì. A frate Giuseppe rimase impresso il viso di quel bambino: quanto avrebbe voluto rivederlo. Purtroppo tutti i suoi tentativi di modellare l’immagine in cera rimasero vani sino a quando nell’età avanzata il Fanciullo celeste gli apparve di nuovo dicendo: “Sono qui perché tu possa finire la tua statuetta”.

La statua del Bambinello divenne proprietà delle nobili famiglie Lara e Mendoza. Nel 1628,  Polissena di Lobkowitz lo regalò al convento dei Carmelitani “Vergine Maria delle Vittorie” di Praga. Consegnando il prezioso regalo al priore disse: “Padre, le regalo ciò che per me è più prezioso al mondo. Venerate questo Bambino Gesù e mai nulla vi mancherà”.

PADRE CIRILLO DELLA MADRE DI DIO

Il Bambinello ricevette subito un posto nell’oratorio, ma tre anni dopo, nel 1631, quando i protestanti della Sassonia occuparono Praga, i carmelitani fuggirono a Monaco di Baviera. Il loro monastero fu saccheggiato e la statua gettata dietro l’altare maggiore. Sei anni dopo, nel 1637, P. Cirillo della Madre di Dio tornò nel monastero e, dopo una lunga ricerca fra le macerie della chiesa distrutta, trovò la statua purtroppo danneggiata e la riportò nell’oratorio. Fino all’età di 85 anni, P. Cirillo vide compiersi tanti miracoli per intercessione del Bambino Gesù di Praga.

UNA TRISTE FINE E UNA RIFIORITURA

Nonostante nel 1784, con le sue idee anticlericali, l’imperatore Giuseppe II avesse cacciato via i carmelitani da Praga, nessuno osò toccare l’amato Bambinello. Nel giro di venti anni, però, la chiesa abbandonata cadde in rovina e gli abitanti di Praga, una volta entusiasti, sembrarono aver dimenticato il loro Bambino delle grazie. Solo nel 1993 il governo cecoslovacco ha restituito alla Chiesa il Santuario di Praga, con il celebre Bambinello. I primi padri carmelitani recatisi a Praga per far rifiorire la venerazione del Bambino Gesù provenivano proprio da Arenzano.

ARENZANO, LA NUOVA PRAGA

Uno dei maggiori centri di venerazione del Bambino di Praga nacque in Italia all’inizio del XX secolo, presso i padri carmelitani di Arenzano. Tutto ebbe inizio con una pittura ad olio del Bambinello, grazie alla quale si verificarono prodigi particolari, tanto da attirare sempre più numerosi gruppi di pellegrini. Nel 1908 fu inaugurato il nuovo, grande santuario, dove da allora si trova una bellissima copia del Bambino di Praga scolpito in legno.

Scegliamo un episodio, quello della “statua sommersa del Bambinello”. Nel 1991, i mass media diedero notizia del più grave incidente navale nel Mediterraneo. Proprio davanti ad Arenzano era esplosa la petroliera “Haven” ed erano morti cinque membri dell’equipaggio. Si temeva una catastrofe ecologica. La petroliera bruciò per tre giorni e tre notti, producendo una gigantesca colonna di fuoco e fumo, finché affondò. Durante l’evolversi della tragedia, tutta Arenzano pregò il Bambinello di intervenire. E avvenne ciò che non ci si aspettava: dallo scafo era uscito poco petrolio e non ci fu una grave catastrofe ecologica; la ricca fauna e flora del mare in quel punto amato dai sub non erano state distrutte. La stessa città di Arenzano era stata salvata da un pericoloso inquinamento delle acque sotterranee. Dieci anni dopo, il 28 luglio 2001, in segno di riconoscenza e in ricordo dell’avvenimento, alcuni sub portarono una statua benedetta del Bambino di Praga, sulla plancia di comando della nave che si era posata su una scogliera corallina a quarantadue metri di profondità.