Jordy Corallo: “Fotografare è anche seguire l’istinto della passione”

0
1414

La fotografia è un mezzo ideale per trasmettere emozioni, come la quiete e la tranquillità di un bel paesaggio sereno. Ma può anche trasmettere una grande grinta, energia e forza, come lo scatto di Jordy Corallo, vincitore del Premio Fotografico Nicali – Stelle nello Sport nel 2016, che ritrae due bimbe che si sfidano a judo con grande impeto.

Genovese, leva 1980, sono 6740 i follower che osservano su Instagram le immagini messe da @jordy_corallo, dedicate a quegli sport che dice “comunemente vengono definiti “minori”. Tanti gli sport immortalati dalla sua macchina, occupandoli moltissimo tempo, ma tra un torneo e l’altro è disponibile a raccontarci un po’ di sé e della sua passione.

Grazie per la tua risposta. Vorrei chiederti un parere anzitutto sul progetto Stelle nello Sport, cosa ne pensi?
“Sul progetto Stelle nello Sport ne posso parlare solo che bene,  credo sia un bellissimo modo di promuovere lo sport a Genova e di conseguenza i nostri atleti. Da profondo appassionato di sport la trovo una manifestazione meravigliosa”.

Che strumento usi per le tue fotografie?
“Io ora possiedo una Canon 5D Mark III al quale ho affiancato come lente il 70-200 F 2.8. Fotografo quasi tutto il reportage sportivo con questo binomio, se assisto a qualche evento con premiazione annessa allora anche il 24-70 torna utile”.

A cosa è dovuta la tua passione fotografica verso il mondo dello sport?
Fin da piccolino mi piaceva fare fotografie e seguivo tantissimo sport in TV, poi una volta cresciuto ho provato a fare di questo binomio una professione e con tanta tenacia credo alla fine di essere riuscito a farcela”.

Quali sono i tuoi soggetti preferiti?
Diciamo che mi dedico soprattutto agli sport che comunemente vengono definiti “minori”, fotografo di tutto, dal pattinaggio al volley come dal rally alla ginnastica ritmica”.

Cosa rappresenta la tua foto, premiata nel 2016?
“E’ stata una grande emozione aver visto la mia fotografia premiata dalla giuria di qualità come la migliore del concorso. Ricordo benissimo il giorno che l’avevo fatta, dovevo seguire tutta la manifestazione di judo, ma la grinta di quella bimba fece si che mi dedicassi per 2 minuti solo ed esclusivamente a lei e direi che ne è valsa davvero la pena. Per fare quello scatto ho seguito l’istinto della passione piuttosto che il dovere della professione e alla fine sono stato premiato”.

Come mai hai scelto questo soggetto?
“Ho scelto quella fotografia in primis perché sono molto amico del Budo Semmon Gakko (società genovese di judo) e quindi se posso promuovo con le mie foto loro e il loro bellissimo sport e poi la foto mi sembrava potesse funzionare”.

Puoi raccontarci il tuo personale rapporto con lo sport?
“Posso dire che lo sport accompagna da sempre la mia vita. Da bambino facevo nuoto agonistico, sport che poi ho dovuto abbandonare per andare avanti con gli studi. Una volta smesso di nuotare mi sono dedicato al calcio, tennis, apnea e pallavolo. Come dicevo prima per me lo sport è fidato compagno di vita. Purtroppo nell’ultimo anno ho avuto qualche problemino fisico e ho dovuto momentaneamente tralasciarlo e quindi non praticandolo, mi sono dedicato a seguirlo!”.