Martina Bestagno: “Energia e passione per il Basket”

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Martina Bestagno è già una campionessa affermata nel panorama italiano. Nata a Sanremo, esordisce nei campionati italiani nel 2006 con il Carispe La Spezia, partecipando coi colori bianconeri dopo varie ridenominazioni in Serie A1, Serie A2 e Serie B1 sino al 2009. Mantiene la Serie A2 con il Libertas Bologna due anni prima dell’esperienza estera con il Lokomotiva Vary in Repubblica Ceca.

Di nuovo in Italia col Ragusa passa nel 2012 in Belgio al Braine, prima del ritorno in Liguria con il NBA Zena. Nel 2014 al Vigarano torna in A1 e passa agli arancioni dello Schio nel 2015 dove ottiene i risultati migliori con la vittoria di un Campionato, due Supercoppa e la Coppa Italia tra il 2015 e il 2017.

Oggi è in forza alla prestigiosa Umana Reyer Venezia e veste la maglia dell’Italia da cinque anni. A questi risultati si aggiunge il riconoscimento Big Femminile – Trofeo Villa Montallegro consegnato al Galà dello Sport 2014. Una vita molto movimentata, così cerchiamo di capire con lei da dove viene tutta questa energia e passione!

Anzitutto grazie per la cortesia della tua risposta; Cosa ne pensi del progetto di Stelle dello Sport?
“È un progetto molto bello che cerca di mettere in risalto l’eccellenza dello sport ligure”.

Cosa significa per te questo sport? Da quanto lo pratichi?
“Sono nata in una famiglia di cestisti quindi è stato naturale avvicinarmi a questo sport da piccolina e sono stata fortunata a trasformare questa passione in un “lavoro”.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
“I miei progetti futuri sono quelli di giocare ancora qualche annetto e poi tornare a casa a Bordighera… Ho qualche idea per il post basket ma adesso non ci voglio ancora pensare troppo”.

Come si svolge il tuo allenamento?
“Di solito ci sono 2 sedute di allenamento mattino e pomeriggio ma adesso siamo nel periodo playoff quindi tante partite e poco tempo per allenarsi”.

Fare attività fisica a questi livelli che rinunce ha comportato? Come andava il rapporto con la scuola?
“Ho fatto delle rinunce, certamente, E sono andata via di casa a 13 anni. Quello che questo sport mi ha tolto in termini di tempo in famiglia e week end liberi me l’ha ridato sotto forma di esperienze e soddisfazioni. Pertanto non mi lamento, fa parte dell’essere atleta. Il rapporto con la scuola è stato buono, per giocare dovevo avere buoni voti, cercavo di stare attenta in classe per evitare di studiare tanto a casa e ho avuto la fortuna di avere compagni di classe fantastici. A scuola mi divertivo molto e mi sentivo “normale”, non ero “L’Atleta lontano da casa”.

Cosa ti da più soddisfazione, superare il tuo rivale o migliorare te stessa?
“Migliorarsi è indispensabile per avere una carriera longeva, poi superare gli avversari in uno sport di squadra come il mio spesso equivale a vincere che non fa mai male!”.

Forse ti sarà capitato di conoscere ragazzi che hanno usato sostanze illegali. Cosa ne pensi?
“Non ho mai conosciuto nessuno che ne facesse uso e direi che nel basket non penso sia molto diffuso. Magari puoi correre più veloce o saltare più in alto ma non credo che il doping faccia entrare la palla nel canestro. Personalmente anche solo l’idea di doparmi mi fa schifo perché non voglio prendere scorciatoie, vorrei vedere cosa succede quando provo a dare il mio 100% senza barare… perché non c’è un risultato più fasullo di un risultato derivante dal doping”.

C’è un aneddoto divertente che ti è capitato?
“Uno in particolare… Una volta un mio allenatore ha chiesto a me e una mia compagna di scambiarci il numero di divisa così non ci avrebbero riconosciute ma la mia compagna era di colore!”. 

Com’è il tuo rapporto con i social?
“Il mio rapporto con i social è normale, li uso ma non ne sono dipendente e prima delle partite cerco di non guardarli troppo per evitare di incappare in commenti negativi che a volte possono ferire”.