Martina Repetto: “Nel Salvamento la fatica è nulla in confronto al divertimento”

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Lo sport lo si può vivere a diversi livelli. A livello agonistico, a livello dilettantistico e amatoriale, come autentico lavoro. Ma lo sport può anche essere utile come servizio per le vite degli altri? Di sicuro il Nuoto per Salvamento ha una funzionalità importante che va al di là della semplice attività fisica e al divertimento. Martina Repetto, atleta nella Sportiva Sturla, ha vent’anni, lavora per Stazioni Marittime al terminal come hostess per le navi da crociera ma ha anche una passione; il Nuoto per Salvamento. Uno sport curioso che differisce dal semplice nuoto e dai vari stili che si apprendono in piscina. Martina è stata allieva dell’indimenticabile pioniere di questa disciplina: Fabio Gardella.

Conosci già il progetto di Stelle dello Sport, atleta Junior dell’anno nel 2016. Come valuti l’attività di questo progetto?
“La Sportiva Sturla è arrivata prima nella classifica a squadre qualche anno fa e l’anno successivo sono stata premiata per la classifica individuale. Trovo che l’attività di Stelle nello Sport sia molto utile per far conoscere l’ambiente sportivo e soprattutto gli sport che non sono tra i più “popolari”; grazie a questa occasione si permette agli atleti di veder riconosciuti i loro sacrifici e le loro soddisfazioni”.

In cosa consiste il tuo sport? In cosa differisce dalle altre categorie?
“Il nuoto per Salvamento è una specialità  del nuoto e si differenzia per la varietà delle gare, che sono sia in mare che in piscina, e per gli attrezzi utilizzati (manichino, torpedo e pinne per le gare in piscina; tavola, canoa, torpedo, pinne per le gare in mare). Il tutto è finalizzato a ricreare una situazione di salvataggio”.

Perché hai scelto proprio questo sport?
“Ho scelto questo sport perché è molto vario, divertente e non ci si annoia mai; pur essendo uno sport individuale lo spirito di squadra è molto forte. Pratico il nuoto per salvamento da quando avevo 8 anni. I miei progetti futuri sono sicuramente continuare l’attività sportiva cercando sempre di migliorarmi. Io prima praticavo nuoto e mi era stato proposto il salvamento come alternativa da provare; per un po’ di tempo ho fatto tutti e due, ma alla fine ho scelto il nuoto per salvamento. L’ho preferito al nuoto perché mentre quest’ultimo lo trovavo monotono (senza nulla togliere al nuoto ovviamente), il salvamento mi faceva scoprire e provare sempre qualcosa di nuovo e la fatica è niente in confronto al divertimento che ne ricavo”.

Cosa consiglieresti a quelli che iniziano ora il tuo sport e qual è l’età migliore?
“Secondo me l’età migliore in cui iniziare potrebbe essere indicativamente 8-10 anni: è uno sport in cui conta molto la tecnica ed impararla già da piccoli, automatizzando certi movimenti aiuta un sacco”.

Come si svolge il tuo allenamento?
“Per quanto riguarda l’allenamento bisognerebbe fare molte distinzioni; quest’anno i nostri allenatori hanno inserito alcuni allenamenti diciamo “extra” per la preparazione delle gare in mare: abbiamo allenamenti di canoa, corsa (anche su spiaggia), tavola, nuoto con i vari attrezzi, più la preparazione in palestra”.

Fare attività fisica ha comportato a delle rinunce?
“Come tutte le persone che praticano uno sport a livelli agonistico ho fatto molti sacrifici, ma sono sempre riuscita a gestire la sfera allo studio e la sfera dello sport”.

C’è qualche aneddoto curioso/ divertente che ti è capitato praticando questo sport?
“Aneddoti curiosi ce ne sarebbero a iosa e la maggior parte si verificano durante le trasferte, quando siamo tutti insieme”.

Com’è il tuo rapporto con i social?
Io devo dire che uso abbastanza i social, ma solo nei cosiddetti momenti morti, quando magari si aspetta per una lezione o un allenamento; non sono il tipo di persona che condivide sempre sui social i propri risultati, qualche foto ogni tanto”.