I Giovani, l’Alimentazione e lo Sport: gli “atti” del Convegno

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Sportivi e studenti di Scienze Motorie dell’Università di Genova si sono ritrovati Sabato 23 maggio alla Festa dello Sport per l’incontro “I Giovani, l’Alimentazione e lo Sport” promosso da Villa Montallegro e Stelle nello Sport con il patrocinio di Expo 2015.

2015 FDS convegno VMNell’ambito del ciclo #piùgustoperlavita Villa Montallegro e Stelle nello Sport hanno invitato a Genova Andrea Lucchetta, Massimiliano Blardone, Giulia Quintavalle, Andrea Cingolani, Pino Porzio per parlare del tema “Alimentazione e Sport”. Punto di partenza la relazione scientifica curata dal dott. Luca Spigno. Saluti introduttivi di Francesco Berti Riboli (AD Villa Montallegro), Vittorio Ottonello (Presidente Coni Liguria), Matteo Rossi (Assessore Sport Regine Liguria) e Pino Boero (Assessore Sport Comune di Genova). Moderazione a cura di Michele Corti (Presidente dei Giornalisti Sportivi Liguri USSI).

ECCO IL VIDEO INTEGRALE DEL CONVEGNO

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Un contributo per i partecipanti è arrivato anche da “Coltura & Cultura”, il progetto promosso da Bayer CropScience che aiuta a comprendere meglio come nasce quello che mangiamo. Un video, molto interessante, è stato proposto al pubblico, unitamente alla brochure informativa sul progetto.

A tutti i presenti è stato donato un segnalibro realizzato da Villa Montallegro con le “5 regole per fare bene nella vita e quindi nello sport”.

All’incontro hanno partecipato numerosi giovani genovesi che hanno partecipato ai Giochi Studenteschi e al termine dell’evento sono stati premiati coloro che hanno conquistato la partecipazione alle fasi nazionali.

2015 FDS convegno VM

SPUNTI E INTERVENTI DELL’INCONTRO DA RILEGGERE

Berti Riboli
«Sono già diversi anni che ci occupiamo di alimentazione con una serie di studi avviati nel 2013. L’anno dopo abbiamo iniziato a parlare di alimentazione e benessere, lanciando l’hashtag #piùgustoperlavita, mentre nel 2015 siamo scesi in campo al fianco di diverse discipline sostenendo le società sportive nell’ambito giovanile. Ci siamo occupati di ragazzi tra i 10 e i 14 anni: è una fase di sviluppo determinante nella vita per un giovane che si appresta a diventare adulto. È importante curare una serie di regole e misure che ci si porterà dietro per tutta la vita. È un periodo di apprendimento, importante da studiare. Il nostro sforzo in questo senso continua. Abbiamo studiato sei società, per un totale di 300 giovani. Entro fine anno vorremmo arrivare a 500, per poi proseguire nel 2016: dall’alimentazione ci sposteremo su altri ambiti per completare i nostri studi».

Vittorio Ottonello
«Questa tre giorni è dedicata ai giovani atleti, agli studenti, ai ragazzi che si avvicinano a questo contesto per trovare stimoli e risposte per migliorare la propria vita e diventare adulti migliori. Tutti, ciascuno nel proprio ambito: politici, studenti, amministratori organizzatori. Uno dei segnali importanti dal punto di vista sportivo è legato all’alimentazione: il fatto che ci siano sportivi d’eccezione, come Porzio, Quintavalle, Lucchetta a darci dei consigli su come nutrirci, diventa importante per costituire esempi e prototipi per migliorare le prestazioni sportive e, soprattutto, vivere meglio. Noi siamo una macchina perfetta, l’atleta incarna la perfezione fisica. Grazie al lavoro degli studiosi possiamo far sì che la nostra macchina vada alla perfezione, nello sport e nella vita. Come rappresentante del mondo sportivo ligure devo dire grazie a voi che ci seguite e alle società. E grazie a questa manifestazione, giunta alla 16esima edizione, che erge la Liguria capofila nazionale nello sport.

Pino Boero
«Grazie a voi e organizzatori. Oggi il Porto Antico è la Festa dello Sport ma è la festa di tutti i noi. Oggi, peraltro, coincide anche la consegna del premio Andersen. È bello vedere una città così colpita, così spesso vittima come Genova che si aggrega per questi momenti positivi. Io sono Assessore alla scuola. E la questione delle mense è una delle più importanti: spesso i genitori richiedono il biologico per i loro figli, ma i ragazzi quando escono da scuola non sanno cosa mangiano. Il problema della corretta alimentazione coinvolge tutti, specie chi pratica sport. Ringrazio Montallegro per aver contribuito a compilare la dieta per i vogatori della repubblica che sono arrivati terzi, e non quarti come sempre. Sono anche contento di vedere gli studenti di scienze motorie accorsi a questo dibattito stimolante. Con Ottonello siamo riusciti a fondare l’Isef a Genova e questa fase del rispetto dell’alimentazione è stata presa in considerazione sin dall’inizio, riparlarne oggi è fondamentale».

Matteo Rossi
«Ringrazio Villa Montallegro perché ci dà l’opportunità di ragionare come vogliamo crescere. È diventato sempre più complicato sapere cosa mangiamo e cosa invece dovremmo mangiare. Questo progetto è davvero stimolante: ho avuto modo di parlare con le società coinvolte nell’iniziativa che mi hanno trasmesso molto entusiasmo. L’educazione motoria e lo sport sono spesso trascurati nel mondo della scuola, cercheremo di entrare di più tra le classi e nelle palestre. Questo incontro è un esempio per tutti e per le istituzioni che spesso latitano in questo mondo. Inoltre, questo incontro coincide con l’inaugurazione del padiglione Liguria all’Expo 2015: per noi è un grande motivo d’orgoglio».

Luca Spigno
«La nostra indagine all’alimentazione continua ad andare avanti. Vogliamo capire come si nutrono i genovesi che, rispetto alla media nazionale, mangiano piuttosto bene. Ma oggi parliamo di sportivi. Il nostro questionario è diviso in tre parti: dalla percezione del proprio fisico ai rapporti col cibo; le abitudini alimentari; l’attività motoria e sportiva. Gli atleti al di sotto dei 15 anni sono soddisfatti del loro fisico, mentre negli over 15 la percentuale degli insoddisfatti sale. Pochi sovrappeso nel primo gruppo, mentre c’è un 12% di sovrappeso nei ragazzi più grandi, ma è un dato da interpretare perché per molti quei chili in più sono tutti muscoli. La percentuale di atleti insoddisfatti è inferiori ai soggetti non sportivi: un 19 per cento di studenti non sono soddisfatti del proprio corpo, mentre tra gli sportivi sono solo l’8 per cento. Sicuramente lo sport rafforza l’autostima».
«Abbiamo proseguito l’indagine ponendo loro questa domanda: “Se non praticassi sport ti nutriresti allo stesso modo?”. Per i giovani sì, per gli adulti invece è fisiologico un cambiamento di alimentazione per non ingrassare. Le percentuali sull’assunzione di frutta e verdure sono meno incoraggianti: questo è un aspetto fondamentale per migliorare la nostra educazione alimentare. Si parla anche di alcol: tra le scuole ho avuto modo di incontrare giovani che fanno uso di bevande alcoliche. Tra gli sportivi under 15 nessuno assume alcol, mentre tra gli studenti la percentuale di chi beve sale al 12 per cento. Anche lo sportivo adulto, comunque, ha ben chiaro il concetto che l’alcol non è una bevanda adatta alla vita agonistica. Ma un dato è certo: lo sport aiuta la vita di un giovane, non la complica».

Il dibattito

Federico Mana
«La mia giornata parte con una colazione piuttosto “drammatica”, ma equilibrata. Tazza di tè verde, feste biscottate con marmellata di mirtilli e un caffè. Durante il giorno e i pasti che seguono mangio sempre molta verdura, la preferisco di gran lunga alla frutta. Di solito i consigli per una buona alimentazione prevedono una nutrizione a scalare, da un pasto importante a colazione per arrivare a un pranzo equilibrato e una cena più leggera. Per me, compatibilmente all’attività in acqua, è il contrario: sto leggero al mattino per poi assumere il pasto principale alla sera. Trasgredisco poche volte e prima della gara solitamente mangio 80 grammi di riso con un filo d’olio. Ma quando posso trasgredire lo faccio bene: il mio staff mi ha dato il via libera a una cena trasgressione ogni tanto. Una pizza e mezzo litro di birra, dopo periodi di tè verde e riso in bianco, sono un piacere orgasmico».

Andrea Lucchetta
«Quando ero in attività basavo la mia alimentazione su tre pasti strutturati ed equilibrati. Ora ho un ritmo sincopato per via dei frequenti spostamenti, ma quando posso cerco sempre di procurarmi un mix di frutta, anche frullata, e tutto quello che riesco a smangiucchiare tra un viaggio e l’altro tra noci, frutta secca e cereali. Cerco di nutrirmi più di frutta che di verdura, specie d’estate quando arrivo a tre o quattro porzioni al giorno, ma anche d’inverno riesco a mantenere una media di due o tre porzioni. Certo che però anche noi, quando potevamo, cercavamo di trasgredire un po’ alle regole rigide. E così riuscimmo a sdoganare un prodotto a km zero, anche prima delle partite: il tortellone con la ricotta. Che spettacolo! Ma ricordo bene le qualificazioni alle Olimpiadi in Cina, nel 1988: ci offrirono una zuppa piena di zampe e zampette di animali non ben identificati. Noi, un po’ riluttanti, la mangiammo: la soddisfazione fu vincere dopo quella zuppa, sia quella partita che contro la Cina».

Luca Spigno
«Una buona alimentazione è frazionata. A partite dalla prima colazione: si chiama prima perché è il primo pasto del giorno. Il meglio sarebbe un abbinamento di proteine e carboidrati: latte con cereali è l’ideale, marmellata e frutta sono fondamentali. E anche la focaccia va benissimo, un alimento ottimo della nostra tradizione. Così come pasta al pesto, perfetta per chi fa sport. Il carboidrato è fondamentale per lo sportivo, perché i muscoli vanno a zuccheri e i carboidrati sono zuccheri. Un piccolo trucchetto è quello di assumere carboidrati subito dopo la prestazione, per un massimo di 30 o 40 minuti dopo, perché gli zuccheri che si introducono vanno direttamente nei muscoli e fanno sentire meno la fatica. Va bene il gelato, la focaccia, il panino con la marmellata: qualsiasi carboidrato. Parlando di integratori, non c’è niente di meglio dell’acqua. Tutti gli atleti devono bere, possibilmente anche durante l’allenamento. E per mantenere costante glicemia non servono sbalzi tra i pasti. Riprendiamo il tema delle merende a scuola: secondo le nostre ricerche, il 66 per cento degli studenti dice di mangiare merendine a metà mattinata. E una parte piuttosto abbondante confessa di sceglierle influenzato dalla pubblicità. Cosa bisognerebbe mettere nello zaino dei nostri figli? Un frutto e dei carboidrati, ad esempio dei biscotti. È la merenda ideale»

Massimiliano Blardone
«La mia giornata è sempre partita con una colazione fondamentale per la mia preparazione. Baso la mia colazione su latte, miele, pane e marmellata perché sono alimenti che si trovano in tutto il mondo. In questi ultimi anni mi sono basato su un mix di vitamine importanti per me e gli sbalzi di temperature a cui sono soggetto. Assumo tre pasti regolari, colazione, pranzo, cena, e integro a metà mattinata e pomeriggio con un frutto o una barretta, ma niente di più. Allenandomi sei o sette ore al giorno bisogna fare attenzione all’idratazione. E bevendo molto in allenamento, viene a mancare il bisogno di assumere altre energie dopo lo sforzo. E ora non posso che essere orgoglioso di rappresentare l’Expo. Uno scenario unico. Partito con nel 1851 con 42 paesi, nel 2015 a Milano ne abbiamo riuniti 178 con l’unico grande tema dell’alimentazione: un risultato eccezionale per tutti noi, per essere riconosciuti in tutto il mondo per il made in Italy».

Andrea Cingolani
«Inizio la mia giornata con latte e cereali, ma ogni tanto mi lascio andare alla brioches del bar. Mi alleno sei, sette ore al giorno e ho bisogno di circa quattro pasti per integrare i miei sforzi. Colazione, pranzo, frutta a merenda e cena. Ho l’abitudine di mangiare ananas alla fine del pranzo e di non farmi mancare della verdura a cena. In Italia le gare sono al pomeriggio per cui mangio un piatto di breasola almeno tre ore prima, ma quando sono all’estero ho qualche problema in più perché non ci sono sempre gli stessi orari. Per cui, colazione abbondante in stanza e poi butto qualcosa nella borsa per ogni evenienza».

Giulia Quintavalle
«Al mattino non mancano mai caffè latte e biscotti per iniziate al meglio della giornata, prima delle gare invece bevo tè con pane burro e marmellata. Dopo l’allenamento mattutino dovrei mangiare un dolce o un frutto per integrare, ma spesso evito perché altrimenti non riuscirei a godermi il pranzo. Devo dire che non amo particolarmente la frutta, ma compenso con la verdura: ne assumo due porzioni almeno in inverno, in estate anche tre o quattro. Tra i pasti principali di solito faccio piccoli spuntini ogni tanto, principalmente carboidrati. Ma soprattutto bevo tanta acqua».

Pino Porzio
«Dopo un allenamento è importante integrare, ma di solito la prima seduta finisce all’ora di pranzo, quindi poi si fa pasto completo. Amo la frutta, ma devo fare attenzione a non assumerne troppa. Siamo qui e parliamo di alimentazione ma c’è un altro aspetto importante da non sottovalutare: mangiare bene aiuta a dormire meglio. E dormire male è un fattore molto negativo per atleta. In preparazione non bisogna sottovalutare il punto di vista psicologico: a volte, quando si dovrebbe mangiare la pasta con grana alla vigilia della partita, arriva il momento in cui un allenatore deve far finta di non vedere e concedere una piccola trasgressione all’atleta. E se poco prima della prova l’atleta desidera mangiare una fetta di carne, sarebbe utile anche capire l’emotività, l’aspetto psicologico e far finta di “non vedere».