Filippo Carossino: “Le vittorie più belle? Quelle ancora da ottenere”

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Manca un mese alla chiusura delle votazioni di Stelle nello Sport e portiamo avanti, come nella passata stagione, un percorso assieme agli Atleti ed alle Atlete più votate. Filippo Carossino, campione di basket in carrozzina emergente della UnipolSai Cantù e della Nazionale, è tra i più apprezzati della categoria “Big maschile – Trofeo Erg”. Scopriamo insieme i suoi sogni e le sue ambizioni.

Sapevi di essere tra gli atleti più votati?
“Si, ho seguito il corso delle votazioni e sicuramente fa piacere. Ringrazio tutte le persone che mi hanno votato e quelle che lo faranno. Per me è un grande piacere vedere questo risultato. Penso che sarà una bella sfida perché siamo tutti molto ravvicinati e fino all’ultimo il risultato sarà in bilico. Penso che sarà molto divertente, vedremo.. come sempre, che vinca il migliore!”

Cosa ne pensi del progetto di Stelle nello Sport e dei valori che vuole trasmettere?
“Penso che sia un progetto molto importante che, personalmente, apprezzo moltissimo. Seguo quanto viene fatto attraverso i social network e ogni volta lo trovo sempre più positivo. Come ad esempio andare nelle scuole a parlare ai ragazzi cercando di trasmettere quelli che sono i veri valori dello sport. Passione, divertimento, voglia di migliorarsi e, soprattutto, coesione. Perché se c’è una cosa bellissima dello sport è proprio il condividere qualcosa con altre persone che magari inseguono il tuo stesso sogno. Purtroppo troppo spesso sentiamo parlare di fatti sportivi che disuniscono e ciò rende ancora più importante avere qualcuno che faccia capire davvero cosa può dare lo sport.”

A 14 anni hai subito l’amputazione di entrambe le gambe. Quanto ti ha aiutato lo sport a superare e accettare questa situazione?
“Sicuramente il primo periodo non è stato facile. Poi però l’affetto delle persone che mi volevano bene, unito alla mia voglia di riprendermi la mia vita e tornare ad essere felice, hanno fatto la differenza. In tutto questo lo sport ha avuto un ruolo fondamentale, mi ha ridato gioia ed entusiasmo. Non c’è cosa più bella di tornare a casa la sera ed essere felice, soddisfatto di quello che hai fatto. Per me che sono sempre stato uno sportivo ritornare a provare certe emozioni è stato fondamentale.“

Perché proprio il basket?
“Onestamente è arrivato un po per caso, ma si può dire che sia stato il caso più bello della mia vita! Una sera ho ricevuto una chiamata da parte di un dirigente della Bic Genova e sono andato a vedere un po di cosa si trattasse. All’inizio ero molto scettico, soprattutto perché non accettavo l’idea di giocare in carrozzina. Mi ricordo di avere addirittura detto “Io li non mi ci siederò mai!”. Invece poi dopo aver provato a giocare mi sono letteralmente innamorato di questo sport e le cose sono andate diversamente da come avevo previsto: Oggi sono felicissimo di tutto ciò che ho costruito.”

Qual’è il risultato raggiunto che porti nel cuore?
“Ce ne sono diversi. Sicuramente le 5 stagioni passate a Genova sono state qualcosa di speciale. Abbiamo ottenuto una fantastica promozione in serie A2 dopo due anni di serie B e poi l’anno scorso siamo addirittura riusciti a raggiungere un traguardo storico, la promozione in serie A. Un grande gruppo, che porto nel cuore e con il quale ho condiviso 5 anni fantastici. Poi sono state bellissime anche le gare con la maglia azzurra. Un bronzo fantastico agli Europei con l’under 22 e la soddisfazione di battere la corazzata Usa ai Mondiali in Corea con la nazionale maggiore. Porto tanti risultati nel cuore, ma mi piace pensare che le vittorie più belle siano quelle ancora da ottenere. Non mi accontento mai, raggiunto un obbiettivo me ne pongo immediatamente un altro. Cerco di non sedermi mai sugli allori perché nello sport, come nella vita, si può migliorare sempre.”

Come procede la tua prima stagione con la Briantea a Cantù?
“Stiamo facendo un’ottima stagione e siamo in corsa su tre fronti diversi. Adesso arriva la fase calda con le final four di Coppa Italia e le finali della Coppa dei Campioni a maggio. Giocheremo anche la finale Scudetto e faremo di tutto per tenerlo cucito sul nostro petto. Sarà un mese molto importante, un passo alla volta vedremo cosa succederà!”

Hai dei sogni o dei progetti che coltivi per il futuro?
“I sogni li abbiamo tutti, sono ciò che ci rende vivi. Io personalmente non ne ho uno in particolare. Diciamo che il metodo che preferisco per raggiungerli è lavorare duro per trasformarli in realtà e meritarmeli, senza tanto spazio per le fantasie. Se proprio dovessi dirne uno sarebbe sicuramente quello di partecipare alle Paralimpiadi di Rio 2016. Abbiamo l’Europeo quest’estate per qualificarci, ma vedremo… un passo alla volta!”

Simone Bernardo