Tre grandi coach “allenano” i promotori di Alleanza

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Tre allenatori sotto i riflettori nell’evento di fine anno di Alleanza Assicurazioni, neo-partner di Stelle nello Sport, dedicato alla rete di suoi promotori della Liguria.   “Valori dello sport come modello da applicare sul mondo del Lavoro” è il titolo del talk show moderato dal giornalista Michele Corti, alla presenza di Massimo Cambarau (responsabile area Liguria), Stefano Fava (responsabile distretto Nord Italia) e del formatore Alberto Fedel

Si parte con un video di Alleanza nel quale si dimostra l’importanza del gruppo: scene di sport e di vita evidenziano proprio come il team sia alla base di ogni successo. Nello sport e nella vita. 

Apre Gigi Cagni.  “Scusate, mi alzo in piedi per parlare perché chi comanda deve avere tutto sotto controllo – esordisce il già tecnico di Genoa, Sampdoria e molte altre squadre di A e B – Da subito vi dico che se vedendo il video non vi siete emozionati allora scordatevi di comandare! Alla base di tutto c’è la credibilità del coach, la passione e  la chiarezza!”

Tocca poi a Pino Porzio, allenatore della Pro Recco dei record soffermarsi sulla questione delle motivazioni.  “Squadra che vince, se può si cambia per dare stimoli e nuove motivazioni. Io non sono esigente con i miei ragazzi, sono esigente prima di tutto con me stesso. Al fischio finale di una finale scudetto vinta, penso già al prossimo obiettivo! Per questo a volte credo sia necessario cambiare e per questo cambio! Nella Pro Recco, a volte durante la stagione, confidavo nella possibilità di perdere una partita per poter dare nuove motivazioni alla squadra

Sulla stessa lunghezza, il collega Claudio Onofri, da qualche anno anche opinionista Sky. “Sono d’accordo con Pino quando dice che la vittoria va smitizzata. Un allenatore deve essere in grado di gestire la vittoria e la sconfitta. Per questo dico che ci vuole equilibrio nella gestione di un gruppo e nella gestione dei fattori esterni”.

Tutti d’accordo sul fatto che il coach deve dare l’ESEMPIO : i giocatori possono sbagliare, il coach no! Il coach, se i ragazzi arrivano alle 17, deve arrivare mezz ora prima.