Carella ed Henriquet: “Grazie a Stelle nello Sport più risorse per i nostri progetti”

0
656

È passato ormai più di un mese dal Galà delle Stelle nello Sport che ha visto premiare i migliori atleti liguri per la 15a edizione del nostro progetto e oggi, nella Sala Auditorium della Regione Liguria, è andato in scena l’atto finale del progetto: la consegna dei fondi raccolti in questi mesi per due importanti onlus. 

Tempo di bilanci e di riflessioni, con la mente che è già concentrata all’edizione 2015. Ed è così che dinanzi ai destinatari dei fondi raccolti dal progetto benefico, il professor Franco Henriquet per la Gigi Ghirotti e il professor Michele Angelo Carella per quanto riguarda Areo Onlus, alla presenza dell’assessore regionale allo Sport Matteo Rossi, Michele Corti, ideatore del progetto e deus ex machina, annuncia con soddisfazione l’ammontare della somma raccolta: «Una stagione fantastica con incontri ed eventi da record, considerato anche che non è così facile organizzare questo genere di appuntamenti a Genova. Siamo arrivati in fondo e anche quest’anno possiamo donare alle due onlus una cifra ragguardevole: 18.250 euro».

Franco Henriquet, presidente di Gigi Ghirotti: «Stelle nello Sport e le persone che lo animano riescono a mettere in campo sempre cose nuove, come la cena di Gala con i comici di Zelig o la giornata dedicata al footgolf a Gavi. Il contributo che ci viene donato quest’anno è al di là delle nostre più rosee aspettative, il più alto di sempre. Lo staff di Stelle nello Sport è ormai irrinunciabile per noi che siamo diventati un punto di riferimento per la nostra citta. La Asl ci chiede sempre qualcosa in più, anche perché la crisi si fa sentire. Abbiamo iniziato con l’assistenza ai malati oncologici, poi la Asl ci ha chiesto aiuto anche per i casi di sla e di aids, così abbiamo aperto due nuovi hospice. Oggi ci iniziano a inoltrare richieste per malati in stato vegetativo permanente, poiché purtroppo nella nostra Regione non è prevista una specifica assistenza per queste persone. Le strutture sono poche e spesso le famiglie devono rivolgersi fuori Liguria: una situazione di disagio per tutti. Vedremo se riusciremo a far fronte a questa nuova necessità anche con l’aiuto di Michele e del suo staff, da ringraziare di cuore».

Michele Angelo Carella, presidente di Areo Onlus: «Una premessa è doverosa: noi stiamo vivendo un momento particolare, il cancro sta diventando una costante, non c’è famiglia che purtroppo non abbia a che farci. I progressi in campo ematologico a livello terapeutico sono però stati straordinari: sono aumentate le speranze dei pazienti, ma ci sono ancora casi per cui non abbiamo la possibilità di portare avanti terapie efficacemente e dobbiamo rivolgerci al prof Henriquet. Questi progressi significano continuo afflusso di pazienti e noi ci siamo posti l’obiettivo di offrire loro un aiuto psicologico importante. I pazienti arrivano al day hospital in barella e a volte devono star lì per ore ad aspettare anche solo per una trasfusione, sono spaventati. Diventa dunque fondamentale che una persona sia lì tra loro, stia loro vicino e li aiuti. Io ho l’ambizione di pensare che l’ematologia possa essere davvero il fiore all’occhiello della Sanità ligure. Vogliamo costruire strutture adeguate per l’ematologia, riportare in Italia giovani bravissimi emigrati in America per lavoro e magari creare una sinergia con città all’avanguardia come Boston e New York».

Matteo Rossi, assessore allo Sport Regione Liguria: «Si è parlato di numeri importanti oggi in questa sede, ma nessuna cifra è importante come quella del denaro raccolto per queste due associazioni straordinarie. Sappiamo delle difficoltà in cui versa la Sanità Pubblica, ma vogliamo allo stesso tempo che la Regione Liguria diventi di nuovo attrattiva per i pazienti. Anche perché chi varca i nostri confini per essere curato, oltre ovviamente a creare disagio per le famiglie coinvolte, ci costa tantissimo in compensi. Il mondo sportivo dà tantissima attenzione per il tema della sanità, la strada è quella delineata da Henriquet e da Carella. Contiamo di poterla proseguire».