Nicola Picasso: una giovane Stella per la Savate

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Nella categoria “Junior Maschile – Trofeo Cambiaso Risso”, tra gli aspiranti al titolo di sportivo dell’anno, c’è anche Nicola Picasso, giovane talento emergente nella Savate con i colori dell’Ardita.

Nicola, sei stato tra i più votati della tua categoria.
“Non immaginavo di avere così tanti voti, a questo spunto spero tantissimo di arrivare fino in fondo. Per me è un risultato fantastico, devo ringraziare di cuore tutti quelli che mi hanno votato. Conoscevo il concorso, penso sia utilissimo per promuovere discipline come la mia. La savate è bellissima, ma sconosciuta praticamente a tutti. Stelle nello Sport mette in evidenza atleti in ombra che si allenano tutti i giorni e fanno molti sacrifici”.

Ci aiuti a far capire cosa sia la savate a chi non la conosce?
“È un’arte marziale molto particolare. Dal mio punto di vista, non è uno sport per tutti, come potrebbero essere il calcio o il basket. Bisogna avere una certa propensione. Ma va anche detto che è una disciplina assolutamente sicura, contrariamente a come pensano molti. Mi dà davvero fastidio sentirla ridurre a “tirare calci e pugni”, c’è dietro una grande preparazione fisica e mentale”.

Come ti alleni? Dividi a metà tecnica e fisico o privilegi una delle due preparazioni?
“Mi alleno 4 volte a settimana, 3 allenamenti di savate e uno di pugilato per affinare la tecnica con le braccia. Cerco sempre di prepararmi in modo equilibrato. Faccio flessioni, addominali, molto stretching, il tutto dopo un riscaldamento lungo e mirato, poi un’ora di tecnica con gli sparring partners”.

Ma come ti sei avvicinato a uno sport così poco conosciuto?
“Inizialmente praticavo soltanto calcio, ma poi mio padre mi ha consigliato di provare la savate perché è una disciplina allenante per tutto il corpo. Non c’è paragone tra una preparazione calcistica e la mia, per quanto adori giocare col pallone”.

È raro trovare qualcuno che molli il calcio…
“Semplicemente, volevo concentrarmi su uno sport che avrebbe potuto darmi più soddisfazioni. Nel calcio, si sa, uno su mille arriva a un buon livello, tutti gli altri possono ambire a una carriera nei dilettanti, al massimo. A me interessa primeggiare. Poi, oltre a questo discorso, la savate mi ha stregato, la passione è cresciuta ogni giorno di più”.

Parliamo di risultati. Ce n’è uno che ti rende particolarmente orgoglioso tra quelli che hai ottenuto?
“L’anno scorso sono diventato campione regionale e italiano, inoltre sono stato convocato in nazionale, vincendo poi il bronzo ai mondiali in Serbia di quest’estate. Sicuramente quest’ultimo è il mio successo più grande”.

L’Ardita Juventus ti è sempre vicina?
“Moltissimo. Mi aiutano e mi coccolano, mi fanno sentire importante. Solo qualche giorno fa ad esempio, sono stato convocato dal mio tecnico per un allenamento preparatorio dei campionati italiani”.

Obiettivi per il futuro? Sogni nel cassetto?
“L’obiettivo più immediato è ottenere la convocazione per i prossimi Europei di Tolosa. Per il resto, devo dire che non ho particolari sogni nel cassetto nella vita sportiva. Cerco di vivere alla giornata, impegnarmi giorno per giorno. Sono sicuro che se continuerò così i risultati arriveranno numerosi”.

Mattia Cutrone