Benedetta Bellio: remi e barca puntati verso Rio

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Maggio è ormai alle porte e gli appuntamenti di Stelle nello Sport si avvicinano sempre più. Tre giorni soltanto al primo stop alle votazioni e poi, dopo la fine dei conteggi e  da lunedì prossimo a venerdì 9 maggio, via con il voto su Facebook per eleggere tra i primi dieci di ogni categoria gli “sportivi liguri dell’anno”, “la società sportiva dell’anno” (tra le prime venti), oltre ovviamente al giocatore “rossoblucerchiato dell’anno”.
Nella categoria “Big Femminile – Trofeo Villa Montallegro”, salvo sorprese, sembra stabile l’attuale nono posto di Benedetta Bellio, stella del canottaggio genovese della società Murcarolo, che vanta già al suo attivo tre titoli italiani e molti buoni piazzamenti nelle gare internazionali. Abbiamo parlato con lei per sapere chi è nella vita e in barca.

Benedetta, cosa pensi della mission di Stelle nello Sport in relazione al canottaggio? E ti stupisce il tuo successo nel referendum di quest’anno?
«Penso che sia una bella iniziativa che valorizza gli sport cosiddetti minori, ma che non sono tali dal punto di vista dell’impegno che ci mettono i singoli atleti nel praticarlo. Il canottaggio non è uno sport divertente e entusiasmante da vedere in televisione e questo sicuramente ne limita la popolarità sui principali canali di informazione. Per di più, è faticoso e per riuscire ad ottenere buoni risultati bisogna dedicare molto tempo agli allenamenti. Spero che il vostro operato e i miei risultati possano insieme contribuire ad aumentarne la visibilità. Proprio non sapevo di far parte della classifica per eleggere “la sportiva ligure dell’anno”. Mi hanno meravigliato alquanto gli oltre 1400 voti ottenuti, di cui sinceramente non so la provenienza: se ho uno spasimante segreto, che si faccia vivo per favore!».

Ti vuoi allora presentare al pubblico di Stelle?
«Sono nata a Santa Margherita Ligure da genitori genovesi (entrambi canottieri)  e ho sempre vissuto a Genova. Ho 23 anni, studio Ingegneria civile e ambientale all’Università di Genova e conto di conseguire la laurea triennale entro quest’anno. Ho iniziato a seguire le lezioni della specialistica già quest’inverno, ma mi sono resa conto che conciliare università e sport ad alti livelli è quasi impossibile. Nel biennio bisogna frequentare tutte le lezioni e presentare molti progetti in gruppo con altri studenti, per questo penso che mi fermerò alla laurea triennale, ma non ne sono ancora sicura al 100%. Il tempo libero disponibile per coltivare degli interessi oltre al canottaggio è davvero poco, anche perché sono spesso impegnata in raduni fuori Genova. D’inverno sono spesso a Sabaudia, mentre d’estate quasi sempre a Piediluco, in Umbria. Quel poco tempo che mi resta lo passo con i miei amici e talvolta facendo shopping».

Con entrambi i genitori già nel ramo, il tuo rapporto con il canottaggio dev’essere iniziato prestissimo. Ci racconti?
«Fin da piccola ho frequentato i campi di regata perché i miei genitori erano impegnati nell’organizzazione delle gare regionali e mi portavano con loro. Poi, essendo loro molto appassionati di questo sport, mi hanno trasmesso la passione. Ho iniziato a remare ufficialmente a 14 anni, anche se ero già uscita in barca insieme a mio padre precedentemente. La mia prima uscita in barca non la ricordo, mentre invece la prima gara l’ho sostenuta in singolo 7,20 sul Lago di Varese e sono arrivata penultima, sempre a 14 anni».

Passiamo ai tuoi successi. L’ultimo anno è stato molto importante per te, vero?
«Sì, è stato sicuramente il periodo più carico di emozioni. Ho partecipato con la Nazionale italiana agli Europei a Siviglia (5° posto in 8+), alle Universiadi a Kazan (ancora 5ª in 4-) e anche ai Mondiali assoluti a Chungju, in Corea (5° posto in 4- e 9° in 8+), per la categoria Senior. Poi sono arrivata 3ª in singolo e 1ª in 2- ai Campionati italiani assoluti a Sabaudia e ancora sulla cima del podio ai Campionati italiani di coastal rowing, qui a Genova. Per non farmi mancare nulla, sono diventata anche Campionessa italiana di gozzo (sedile fisso), all’Isola d’Elba. I risultati a livello nazionale non potevano essere migliori di così. Ora dovrò impegnarmi per migliorare ancora quelli internazionali».

Un palmares di tutto rispetto Benedetta. Quali tra questi successi ti ha più emozionata?
«La regata più bella è stata sicuramente a Kazan, alle Universiadi russe. Non tanto per quanto riguarda la parte sportiva, piuttosto perché vivere nel villaggio insieme ad atleti di altre discipline e di altre nazionalità è stata un’esperienza unica. La regata più emozionante dal punto di vista agonistico è stata invece il 2- (due vogatori con un remo a testa e senza timoniere, ndr) ai Campionati italiani a Sabaudia: un oro davvero inaspettato, perché la mia compagna di barca Denise Zacco ed io avevamo provato pochissimo questa specialità; lei poi ha sempre gareggiato con 2 remi, quindi eravamo le più inesperte. Addirittura la mia società non ha nemmeno un 2-, infatti la barca che abbiamo usato in quel vittorioso frangente era presa in prestito dalla Canottieri Santo Stefano al Mare e ha portato piuttosto fortuna».

Che opinione hai della tua società sportiva?
«Il Murcarolo è una piccola società che raggiunge però grandi risultati. Il merito principale è sicuramente dell’allenatore Stefano Melegari che si dedica moltissimo ai suoi atleti e che riesce farli allenare seriamente, nonostante le strutture e la posizione logistica della società non siano delle migliori. Altro aspetto fondamentale è il gruppo: tutti i canottieri formano un collettivo unito e competitivo, capace di valorizzare e di far crescere ogni singolo. Con questo voglio anche ringraziare tutte le persone che dedicano il loro tempo alla società: il Murcarolo va avanti grazie all’impegno gratuito di molte persone che molto spesso rimangono in secondo piano, ma che sono fondamentali per ottenere i grandi risultati».

Vorremmo sapere, infine, quali sono i tuoi prossimi appuntamenti sportivi e se hai un sogno che miri a realizzare.
«A breve tornerò in barca e anche per gare molto importanti. Dal 9 all’11 maggio si disputerà la Trio a Piediluco. Si tratta di trials atti a formare gli equipaggi che parteciperanno alle gare internazionali. Il prossimo impegno fuori dall’Italia saranno invece gli Europei a Belgrado, dal 27 maggio al 3 giugno. È ancora troppo presto per fare dei pronostici, dipende da come andrà la Trio. Il mio mirino è adesso fissato sulla partecipazione agli Europei in 2-, mentre il sogno è certamente quello delle Olimpiadi di Rio nel 2016: la vedo molto difficile, ma non impossibile. Io mi alleno con questo obiettivo».

Alessandro Pucci