Christian Gamarino: “Ho ancora tantissima strada davanti”

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Tra le Stelle nello Sport di quest’anno c’è anche un motociclista di livello internazionale. Si chiama Christian Gamarino, è nato a Masone, ha 19 anni e corre nel mondiale Supersport del circuito Superbike, con il team Go Eleven. E’ uno degli atleti più votati nella categoria “BIG Maschile – Trofeo Erg”.

Christian, cosa pensi del progetto Stelle nello Sport? Lo conoscevi già?
“Sì, ne avevo già sentito parlare, ma non avevo idea che fosse a questo livello di importanza e organizzazione. Lo supporto in pieno, tanti sport in Liguria fanno fatica ad avere la visibilità che meriterebbero, spesso il calcio li oscura eccessivamente ed è un peccato. C’è senz’altro bisogno di un’iniziativa come questa, sono felice di essere stato votato così tanto”.

I tanti voti riflettono la tua ascesa straordinaria degli ultimi anni. Ci racconti i progressi che ti hanno portato dove sei adesso?
“Ho iniziato a gareggiare con le minimoto, a 8 anni. Dopo aver vinto diversi trofei tra cui un titolo nazionale e uno continentale, sono passato al campionato italiano 125 SP. Ho fatto bene fin da subito, tanto che nel 2011 ho debuttato nel campionato europeo Stock 600. Lì sono cresciuto molto, arrivando addirittura a competere per la vittoria finale, nella scorsa stagione. Ora ho l’onore di correre nel mondiale Supersport, un coronamento fantastico di tutti questi ottimi risultati”.

Una carriera breve ma piena di successi. Com’è nata la tua passione?
“Sono salito sulla prima moto a 4 anni. Mio padre è un grande appassionato, ha capito la mia attrazione per le due ruote e mi ha incoraggiato a farla diventare qualcosa di più, senza farmi troppa pressione”

In Italia, soprattutto negli ultimi anni, abbiamo avuto tantissimi motociclisti leggendari. Ti sei ispirato a qualcuno di questi?
“Non saprei, sicuramente tra gli italiani ci sono molti esempi, non solo Valentino Rossi. Connazionali a parte, devo dire che mi ispiro molto a Casey Stoner. Non c’è un particolare motivo tecnico, è un pilota che mi ha affascinato fin da subito. Velocissimo, con uno stile unico, se ne fregava di tutto e di tutti, pensava solo a vincere. Mi è dispiaciuto un sacco vederlo ritirarsi così giovane”.

I piloti sono famosi per essere un po’ matti, tu che tipo di sensazioni hai quando sali sulla moto?
“Sempre diverse, anche se sono passati 16 anni dalle mie prime esperienze. Vivo le gare con un misto di adrenalina, tensione, anche un po’ di paura a volte, dipende dai momenti. Nel primo GP di questa stagione, ad Aragon, ero teso come non mi capitava da tantissimo tempo. Ovviamente, dopo la partenza sparisce tutto quanto, resta solo una gran voglia di superare i propri limiti e andare il più forte possibile”.

Grande preparazione mentale, quindi. Di quella fisica che mi dici?
“È molto più importante di quello che sembra. Io ho un preparatore atletico personale, con cui faccio un lavoro mirato. Sono fondamentali gli esercizi isometrici per la stabilità, dove si mantiene una posizione fissa per molto tempo. In questo modo si rinforza la muscolatura profonda, quella che stabilizza l’articolazione. In generale comunque mi alleno tutti i giorni, particolarmente su gambe, addome e braccia”. 

Sei arrivato giovanissimo su un palcoscenico importantissimo. Che obiettivi ti poni per il futuro?
“Per ora penso solo a dare tutto me stesso, gara per gara. Stiamo facendo un ottimo lavoro con il team. Se mi chiedi un sogno nel cassetto, ti rispondo che è partecipare e magari vincere nel mondiale Superbike”.

Non ti interessa la MotoGP?
“Sono un po’ controcorrente, adoro l’atmosfera del campionato Superbike, vorrei vincere quello più di qualunque altra competizione del mondo motociclistico. Comunque è solo un sogno, per ora penso ad affermarmi, devo fare tantissima strada”.

Mattia Cutrone