Francesco Pavone: “Agli Europei per vincere. Il sogno è Rio 2016″

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A pochi giorni dal termine della prima fase del concorso di Stelle nello Sport, la categoria “BIG Maschile – Trofeo Erg” presenta una top ten ricchissima, con circa 20,000 voti totali ottenuti. Tra i magnifici dieci c’è Francesco Pavone, nuotatore cresciuto nell’Andrea Doria.
Il ventiquattrenne savonese ha due obiettivi: fare bene agli Europei di agosto e poi staccare un biglietto per Rio 2016.

Francesco, sai di avere in carniere più di 1400 voti?
“Davvero così tanti? Non sapevo nemmeno di essere nei primi dieci! Essere così in alto è un grande riconoscimento, anche perché la concorrenza è molto agguerrita”.

Conoscevi già il progetto?
“Sì, mi sembra un’ottima idea. In Liguria ci sono tantissimi atleti nell’ombra, che però si impegnano con costanza e sacrificio per diventare sportivi d’eccellenza. Un concorso del genere è una bella vetrina, che può finalmente rendergli giustizia”.

Tu quando hai iniziato col nuoto?
“Avevo circa tre anni, non ricordo il momento preciso. Poi ho avuto qualche incertezza adolescenziale, ma per fortuna non mi sono fermato. Quando ero più piccolo nuotavo principalmente per stare coi miei compagni, poi le cose sono cambiate con i primi risultati agonistici. Arrivato a Genova ho capito il valore della soddisfazione di vincere una gara, dopo mesi di allenamenti finalizzati a quel traguardo”.

Tra i tuoi risultati, quali ricordi con più piacere?
“Sicuramente quelli dell’anno scorso, quando ho ottenuto la qualificazione ai Mondiali di Barcellona e sono diventato il primo uomo a scendere sotto il muro dell’1’57” nei 200 farfalla, senza costume gommato. Finalmente poi, sono riuscito a rendere il nuoto la mia professione. Ma nonostante ciò non dimentico mai i valori che questo sport mi ha insegnato. L’impegno, la costanza, la propensione al sacrificio per raggiungere un obiettivo. Anche rinunciando al tempo per sé stessi”.

Tu ad esempio che tipo di sacrifici fai?
“Evito di fare tantissime cose che mi piacciono. Mi manca il tempo per stare con gli amici, uscire la sera. Non posso andare in moto, giocare a calcetto o comunque fare altri sport pericolosi… Non è così facile a volte. Ma lo faccio volentieri perché sono appassionatissimo del mio sport, lo vivo in modo professionale, ho investito parecchio sul mio corpo, devo cercare di preservarlo il più possibile”.

Rimani legato all’Andrea Doria, anche dopo i successi a livello nazionale?
“Non potrei fare altrimenti, la mia società mi è sempre stata vicina in tutti gli aspetti della preparazione. Dall’anno scorso, devo ringraziare anche il Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito, che mi finanzia direttamente”. 

Hai un idolo a cui ispirarti?
“Michael Phelps. Ho seguito i suoi trionfi fin da ragazzino, so addirittura a memoria le telecronache delle sue gare migliori, in inglese!”. 

Ad agosto ci sono gli Europei, tra due anni ci sarà l’Olimpiade…
“In ottica Europei, mi sto allenando duramente. L’obiettivo minimo è la finale, ma sinceramente penso di poter mirare a qualcosa di più. Per Rio, dico solo che solitamente chi si qualifica per i Mondiali ha tutte le carte in regola per approdare alle Olimpiadi. Non vedo perché non sognare…”. 

Mattia Cutrone