Francesca Facchini: “Nella mia vita ci sarà sempre il basket”

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Proprio mentre ci accingevamo a conoscere meglio la play dell’NBA Zena Francesca Facchini, un balzo improvviso degno di una cestista navigata nella speciale classifica di Stelle nello Sport ha fatto sì che, dal quarto posto, passasse al terzo.
Un’accelerata improvvisa, un tiro da 3 che permette ora a Francesca di poter sperare concretamente nel “Trofeo Bayer”, assegnato alla “sportiva ligure Junior” (dai 14 ai 18).

Francesca, l’anno scorso Stelle nello Sport ha portato sul palco del Galà dello Sport una tua cara amica, Giulia Arioni. Quest’anno potrebbe essere il turno, sai?
«So di essere al quarto posto (ora terzo, ndr) grazie alle tantissime persone che mi stanno votando. Più di 1400 voti! Non lo credevo possibile. La concorrenza però è molto forte, infatti la classifica cambia di continuo. Sono davvero stupefatta e vorrei ringraziare tutti per il sostegno. Presumo che siano gli amici, le compagne di squadra e tutte le conoscenze che in questi anni il mondo del basket mi ha saputo regalare, perché tutti loro sanno quanto amore, costanza e sudore sono stati necessari per raggiungere determinati obiettivi, cercando sempre di migliorarmi. E non nego, a questo punto, di iniziare a sperare di potercela fare davvero. Sarebbe un sogno. Se a maggio su quel palco dovessi salire io, non esiterei a ringraziare prima di tutti la mia mamma, che per me c’è e ci sarà sempre e che mi ha sostenuto nei momenti belli e soprattutto in quelli più difficili. Ma subito dopo passerei a ringraziare la mia società, l’NBA Zena, che crede nelle mie capacità e mi fa sentire come in una grande famiglia».

Vuoi presentarti a tutto tondo al pubblico di Stelle nello Sport?
«Certo. Ho 16 anni e sono una ragazza timida, a volte permalosa, ma quando gioco esce tutta un’altra me! Frequento il secondo anno al Liceo Scientifico Martin Luther King e mi diverto giocando, giocando e ancora giocando a basket. Fino a qualche anno fa praticavo anche canoa, ma poi ho dovuto fare una scelta perché con la scuola non riuscivo a fare tutto. Ancora oggi, soprattutto d’estate quando ho un po’ di tempo libero, mi piace riprendere la pagaia in mano. Tifo Sampdoria e, quando gli impegni cestistici me lo consentono, vado a vedere le partite al Ferraris. Mi piacciono un po’ tutti gli sport, ma solo uno mi ha conquistata, la pallacanestro, ovviamente. Cosa mi ha portato a seguire questa strada? Non so bene come mai, ma quando mi sono trovata davanti a questo bivio, l’unica cosa che ho fatto è stata seguire e ascoltare il mio cuore: ti possono consigliare quanto vuoi, ma alla fine la cosa più giusta è scegliere da sé».

Tra l’anno scorso e quest’anno la tua vita sportiva ha subito una bella impennata, prima l’NBA, poi Azzurrine e infine la Nazionale. Ce ne parli?
«L’anno scorso non è stato facile perché ero appena arrivata all’Nba dalla Sidus, ma mi sono trovata benissimo e non ci ho messo molto ad ambientarmi. Abbiamo disputato una buona stagione, ma i risultati maggiori li abbiamo avuti quest’anno, conquistando il secondo posto sia in Under 19 che in Under 17. Il campionato si è concluso giusto domenica scorsa e ora ci aspetta una gara molto importante: lo spareggio del 29 aprile contro la terza classificata dell’Emilia Romagna, uno scontro diretto per passare agli interzona che danno poi la possibilità per lottare per lo scudetto nazionale. Oltre al mio club, l’anno scorso ho anche avuto il piacere di vestire la maglia della Liguria, partecipando ad Azzurrina, un progetto cestistico che seleziona le migliori giocatrici in ogni regione d’Italia, le quali si allenano insieme per uno, due o tre anni, alla fine dei quali si disputa il Trofeo delle Regioni, una grande vetrina per eventuali selezioni nazionali. Una chance che nessuna ragazza si deve far scappare e, infatti, dopo un soddisfacente quinto posto, mi ha condotta dritta in Nazionale».

E se ti chiedessi qual è stato il momento più bello e quale quello più brutto di quest’anno?
«Quello più bello è stato senz’altro quando sono stata convocata in Nazionale. Sono state chiamata due volte in Under 16, ad un paio di raduni in preparazione all’Europeo. Anche se ho giocato solo in amichevole, per me è stata un’emozione indescrivibile. Un sogno che si è realizzato. Il momento più brutto è invece legato a un brutto infortunio che ho subito in gara 1 nella finale di quest’anno con l’NBA e da cui spero di recuperare al più presto per dare il mio contributo alla squadra».

Date le premesse e i risultati che hai fin qui ottenuto, davanti a te si staglia un futuro certamente roseo. Come te lo immagini?
«Per ora penso solo a migliorarmi allenandomi duramente e seguendo le mosse dei grandi campioni dell’NBA americana come Cinciarini, Gallinari e Diener. Poi, continuando a vincere con la mia squadra, vorrei conquistare il posto nella Nazionale maggiore. Non ho ancora un’idea precisa di quello che farò da grande. Uno dei motivi per cui ho scelto lo scientifico è che, almeno, in questi anni ho la possibilità di schiarirmi le idee su quale direzione prenderà la mia vita. Ma una certezza ce l’ho già: il basket sarà sempre nella mia vita e finché potrò giocherò!».

Alessandro Pucci