Simone Caramello: l’European Cup di judo nel mirino

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Simone Caramello
Simone Caramello

Quasi 600 voti lo separano dalla vetta della classifica Junior Maschile – “Trofeo Cambiaso Risso”, ma aver ottenuto 960 preferenze a venti giorni dallo stop alle votazioni per eleggere lo sportivo ligure dell’anno è già un bel risultato.
Stiamo parlando di Simone Caramello, judoka dell’OK Club di Imperia che nella speciale graduatoria di Stelle nello Sport per la categoria dai 14 ai 18 anni, si trova al momento al quinto posto, dietro al savateur Nicola Picasso. Abbiamo fatto due chiacchiere con Simone per conoscerlo come ragazzo e come atleta.

Simone, sei consapevole di stare andando forte nella 15a edizione di Stelle nello Sport?
«Sì, nel dicembre del 2012 sono stato premiato per il 39° Oscar dello Sport imperiese,  quando mi sono stati riconosciuti i meriti sportivi di quell’anno, in cui sono stato il terzo classificato al Campionato Italiano Under 17 al Lido di Ostia. In quell’occasione ho avuto modo di conoscere il progetto di Stelle nello Sport e di apprezzarne le finalità benefiche. Sono contento di essere tra i più votati nella 15esima edizione: so che molti amici, compagni di judo e conoscenti  mi stanno votando e ogni giorno do un’occhiata alla classifica per vedere se c’è stato qualche cambiamento. Ci terrei a vincere. Mi farebbe molto piacere».

Ci descrivi un po’ chi è Simone Caramello?
«Ho sedici anni, ne compio 17 a luglio. Vado a scuola all’ITC Montale di Bordighera, indirizzo linguistico-economico.  Sono un ragazzo che ama fare sport, direi principalmente judo, siccome lo pratico dall’età di 4 anni. Da 3 anni mi alleno all’Ok Club di Imperia Oneglia anche 5 volte alla settimana: per me è un bel sacrificio, visto che abito a  40 km di distanza, a Camporosso Mare, ma non mi pesa fare ogni volta un’ora di treno perché ho scelto di vivere seguendo la mia passione più grande, che mi sta regalando grosse soddisfazioni. Sono un tipo abbastanza tranquillo e socievole, mi piace divertirmi con i miei amici e  amo anche leggere. Nonostante passi la maggior parte del mio tempo in palestra, a scuola me la cavo bene. Il mio ambiente è sempre stato quello delle arti marziali, che mi hanno anche insegnato a divertirmi in modo serio e responsabile».

Ci parli della tua attività sportiva? Quali sono state le tue recenti vittorie più belle?
«Nel primo anno nella categoria Cadetti sono arrivato terzo nel Campionato Italiano. Poi ho conseguito un ottimo settimo posto al “Colombo” a Genova, una gara di livello molto alto. Nel secondo anno fra i Cadetti sono arrivato alla nona posizione  agli Italiani, un risultato che ho poi replicato anche in occasione dei Campionati Junior, una competizione a cui ho la possibilità di gareggiare nonostante l’età bassa, dato che sono cintura nera. In Liguria, ho vinto cinque volte il Campionato Regionale, oltre a molte altre gare a livello ligure. Fino al 2013 gareggiavo nella categoria -60 kg, mentre da questo anno sono entrato nella categoria -66 kg. Oltre al fisiologico sviluppo, un po’ di sollevamento pesi in palestra mi ha aiutato a mettere su chili».

E com’è invece sul tatami Simone Caramello? Più forza o più tecnica?
«Per il judo agonistico di medio alto livello la tecnica nel combattimento conta molto, come la velocità nei movimenti. Anche la forza muscolare è molto importante, infatti tutti i judoka di un certo livello hanno fisici molto allenati, per cui, da parte mia, punto ad avere tutte le carte in regola, cercando sempre di migliorare in ognuno di questi tre aspetti. In combattimento uso maggiormente la tecnica seoi-nage – “lancio caricando sul dorso  ma, alla fine, durante il combattimento uso molte tecniche diverse:  tutto sta al tipo di avversario e cambia in base alla situazione e alla guardia. In gara mi ispiro sempre allo stile dei miei compagni di società Ettore Guarnaccia e Gabriele Caramello, che è poi mio fratello. E tra i più famosi ammiro molto Pino Maddaloni. Di lui, conservo gelosamente una foto dei suoi anni d’oro in cui mi tiene in braccio. Avevo cinque anni».

Parliamo ora di futuro? Nell’immediato cosa ti aspetta? E invece da grande come ti vedi?
«Innanzitutto, nello scorso week-end al 105 Stadium ho ottenuto il nono posto nella nuova categoria di peso al “Colombo” che, essendo un importante trofeo internazionale, è già stato un assaggio di quell’European Cup a cui tra un mese molto probabilmente parteciperò. Si svolge a Teplice, in Repubblica Ceca. Non ho un’idea ben precisa di cosa vorrei fare da grande. Vivo il presente cercando di raggiungere i miei obbiettivi e in futuro spero di ritrovarmi nella strada del judo,  nella quale c’è sempre qualcosa da imparare. Tra un po’ di anni mi piacerebbe aprire una mia palestra e insegnare ai bambini quest’arte marziale. Al judo devo tutto e lo consiglierei a chiunque: è uno sport completo che fa crescere molto e insegna a vivere, soprattutto a imparare dalla sconfitta (questo è un aspetto molto importante), diventando più umili e rispettosi nei confronti di chi ci si trova davanti. Aiuta a vivere con maggiore armonia la propria vita».

Alessandro Pucci