Matteo Iachino: la Stella ligure del windsurf

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Direttamente da Maui, dove è impegnato in una serie di test su nuovi materiali, il campione italiano di windsurf Matteo Iachino si racconta a Stelle Nello Sport. L’atleta tesserato con la LNI Albisola, 24 anni, è il settimo più votato nella categoria “BIG Maschile – Trofeo ERG”. 

Matteo, ci spieghi cosa stai facendo alle Hawaii?
“Da quest’anno sono entrato nel Team International di Fanatic per le tavole da Windsurf e in quello della North Sails per le vele. Sono dovuto venire fino a Maui per sviluppare e testare i materiali con cui gareggerò nel 2015, oltre che fare un servizio fotografico per i cataloghi dell’anno prossimo. Non potevano scegliere location migliore.”

Non ti puoi lamentare, insomma. Sapevi di essere anche uno degli atleti più apprezzati tra le Stelle nello Sport ligure?
“Quando sono stato informato di aver preso quasi 800 voti sono rimasto stupefatto. Non conoscevo bene il progetto, mi sembra un’ottima iniziativa. In Liguria abbiamo il mare e le montagne a disposizione, possiamo praticare qualsiasi disciplina percorrendo distanze davvero minime. Trovo vergognoso che fino ad ora non si sia fatto nulla per promuovere lo sport a 360°, sono molto contento di come Stelle nello Sport ci stia provando”. 

Tutti questi voti sono figli dei tuoi successi sportivi. Di quali sei più orgoglioso?
“Non saprei scegliere. Negli ultimi anni ho raccolto diversi risultati importantissimi, come i tre successi consecutivi all’Italian Slalom Tour, la vittoria nel Campionato Europeo Slalom Windsurfing in Spagna, nel 2012, o il titolo italiano assoluto dell’anno scorso. Anche il podio in Coppa del Mondo di Slalom 2013 è stato qualcosa di speciale”.

Quanto lavoro c’è dietro a questi risultati?
“Sicuramente non è così semplice. Mi alleno in mare almeno 5 volte alla settimana, sempre se le condizioni vento-onda lo consentono. E’ necessario fare durissimi allenamenti aerobici e passare molto tempo in palestra. La mia disciplina è un po come la MotoGP, non bastano le condizioni fisiche, bisogna anche mettere a punto la tavola, le pinne e la vela per ottenere le migliori performance possibili. In gara si va piuttosto veloci per essere sull’acqua, tra i 60 e gli 80 km/h, vanno curati alla perfezione tutti i dettagli, soprattutto la partenza e il giro attorno alle boe”

In che modo ti sei avvicinato al windsurf?
“Devo ringraziare mio padre, mi ha trasmesso la sua passione. Ho iniziato a 8 anni in vacanza in Egitto con lui come istruttore. Dopo pochissimo tempo già non pensavo ad altro. Ora il windsurf è tutto per me. Uno stile di vita, prima ancora che una professione”.

Intendi dire che condiziona la tua vita in tutti gli aspetti?
“Esattamente, da molti anni ormai. Volendo e dovendo ottenere risultati ad alti livelli prendo qualunque decisione in base al windsurf. Per fare un esempio, sono a Maui da 20 giorni, dopo cinque mesi di allenamenti alle Canarie. E’ fantastico viaggiare in questi posti stupendi, ma è anche un grosso sacrificio stare sempre via da casa”.

Stando spesso all’estero, sei comunque rimasto legato alla Liguria?
“Certo. Sono cresciuto alla Lega Navale di Albisola. I soci sono quasi come parenti, mi hanno dato e mi danno tuttora un grande supporto, quando torno dalle trasferte mi accolgono sempre benissimo. Colgo l’occasione per ringraziare tutti loro e l’associazione in generale, sono stati fondamentali per la mia crescita. Nel periodo che corre da aprile-maggio a ottobre, se non sono a gareggiare in giro, vado in spiaggia alla Lega Navale ad allenarmi”.

Complimenti per tutto, Matteo. Ma ti è rimasto un sogno nel cassetto?
“Sono molto fortunato, ho già realizzato due sogni che avevo da bambino. Uno era far diventare il windsurf il mio lavoro, girare i mari del mondo con tavola e vela, l’altro era entrare nella top 10 di Coppa del Mondo. Manca il terzo sogno, vincere. Continuerò a provarci, tempo e dedizione non mi mancano”.

Mattia Cutrone