Ricomincio da tre. Raffaella e l’Olimpiade della consapevolezza

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La genovese Raffaella Brutto, in Corea del Sud, affronterà la sua terza esperienza olimpica. La snowboard, sua grande passione, non ha segreti per lei ma pochi, per esempio, sanno che circa 20 anni fa Raffaella danzava sui pattini a rotelle assieme a Matteo Fraschini, campione europeo di pattinaggio. Raffaella ha anche un grande e speciale rapporto con la città di Genova. Eccola passo dopo passo, verso PyeongChang, con il sostegno di un grande staff.

Quali sono i tuoi ricordi delle Olimpiadi di Vancouver 2010 e Sochi 2014?
“Due gare brutte. Differenti, ma entrambe non sono andate come speravo. A freddo, quindi, posso dire di non avere bei ricordi. Indelebile la cerimonia d’apertura di Vancouver, quella si. Esperienza indimenticabile, purtroppo non vissuta a Sochi che per altri versi, avendo Villaggio Olimpico appiccicato alle piste, possedeva un grande fascino. Tornando agli aspetti agonistici, in Russia, pensavo di far molto meglio di 4 anni prima ma in partenza ho compromesso la possibilità di far bene”.

A PyeongChang con quali aspettative?
“Prima del piccolo infortunio procurato a Cervinia, stavo in grande forma. Penso che se la ritroverò per PyeongChang potrò togliermi qualche soddisfazione. La pista mi piace molto, l’ho provata due anni quando ho realizzato il terzo tempo nelle qualifiche prima dell’annullamento per il troppo vento. Non voglio parlare di medaglie o piazzamenti, la mia speranza è giocarmela al massimo delle mie capacità”.

Quale sarà la concorrenza più qualificata da affrontare?
“L’avversaria più forte è la ceca Eva Sankova. Atleta fortissima, è la più veloce anche se ogni tanto commette qualche errore. Una lussazione alla spalla le ha impedito di gareggiare recentemente. Michela è in formissima, poi anche le francesi hanno un bel team e non dimentico naturalmente la statunitense Jacobellis, probabilmente la più medagliata e titolata in questa disciplina”.

Mai pensato di smettere dopo 2 Olimpiadi?
“No, perché praticare snowboard è la mia grande passione”. 

Il tuo rapporto con Genova?
“Ho iniziato ad amare questa città quando l’ho lasciata. Da adolescente, mi stava un po’ stretta. Adesso, le rare volte che torno a casa la apprezzo tantissimo. Quando esco al casello di Nervi e vedo il mare o quando mi avvicino al Monte di Portofino provo emozioni fortissime. Lo dico sempre al mio fidanzato valdaostano… Ok la neve, ok la montagna ma è il mare a darti un’incredibile senso di libertà”. 

Chi ti sta sostenendo verso PyeongChang? 
“Sicuramente, a sostenermi, saranno la mia famiglia e il mio fidanzato. Il mio piccolo team è composto dal mio fisioterapista Michel Petacchi, il mio preparatore atletico Federico Colli. Mi alleno con Federica Brignone e Martina Perruchon. Ho anche la mia mental coach Beatrice Raso”. 

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